Il grido d’allarme del ministro per il Sud: “Preoccupazioni diverranno rabbia e odio”

Provenzano: “Ci sono aree sociali e territoriali fragili, la tenuta democratica è a rischio. Reddito di cittadinanza va esteso”

Il grido d’allarme del ministro per il Sud: “Preoccupazioni diverranno rabbia e odio”

L’allarme del ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, è forte. E la sua preoccupazione l’affida anche a un post su Facebook: “Ho paura che le preoccupazioni che stanno attraversando larghe fasce della popolazione per la salute, il reddito, il futuro con il perdurare della crisi si trasformino in rabbia e odio. Ci sono aree sociali e territoriali fragili ed esposte a qualsiasi avventura. Il bilancio pubblico, nell’emergenza, si deve prendere cura dell’intero tessuto sociale. È la priorità del decreto di aprile”.

“Bisogna agire subito, è a rischio la tenuta democratica. Il reddito di cittadinanza va esteso – dice il ministro anche in una intervista a Repubblica -. In gioco c’è l’ossatura della democrazia. La polveriera sociale rimanda a una grande questione democratica. Viviamo giorni in cui per stato di necessità molte libertà sono compresse. Per ritrovarle dopo, dobbiamo affrontare le disuguaglianze anche nel momento dell’emergenza. Siamo entrati in questa crisi essendo già il Paese più diseguale d’Europa”.

Sulla possibile estensione del reddito di cittadinanza, chiarisce: “Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rivedendo i vincoli patrimoniali, chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare oggi non può accedervi. Rafforzando il sostegno alle famiglie numerose. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario. All’economia di sopravvivenza che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità”.

“Per chi ha perso il lavoro deve essere una cifra equa rispetto alla cassa integrazione: 1.000-1.100 euro al mese. In tutti gli altri casi deve essere un compenso che garantisca la dignità. Bisogna creare lavoro buono con gli investimenti. Ma in attesa che questo avvenga la società va accompagnata. Nell’emergenza, servono misure universali e immediate di sostegno. Parlo di misure per l’emergenza – aggiunge -, ma serve anche una riforma fiscale: chi ha di più deve dare di più. Patrimoniale? Sono tante le formule”.


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