Stop ai treni notturni per la Sicilia

Polfer: ‘Controllati 438, tutti con buon motivo’

Verifiche sui viaggiatori partiti da Milano. Obbligatoria autocertificazione a Villa San Giovanni. Razza: “In 30.000 hanno segnalato rientro, tornate solo se indispensabile”. Musumeci: “Chi arriva collabori” (VIDEO) Fincantieri, duemila operai attesi nell’isola

Stop ai treni notturni per la Sicilia

Autocertificazione alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) da consegnare agli agenti della polfer, per i passeggeri che arrivano con treni dal Nord Italia e controlli con il termoscanner agli imbarcaderi di Messina, con obbligo di isolamento per eventuali casi sospetti. Sono le disposizioni in atto nelle due regioni per controlli sull’arrivo di persone in Sicilia e Calabria.

Intanto arriva la decisione della ministra ai Trasporti, Paola De Micheli: “Da questa sera i treni notturni non saranno più disponibili”.

Tutti i passeggeri partiti in treno da Milano e diretti verso le regioni del Sud – 438 persone in tutto – sono stati controllati dalla polizia ferroviaria sia alla partenza sia una volta a destinazione. I poliziotti hanno verificato in partenza l’identità e le motivazioni del viaggio e tutti, dice la Polfer, “hanno dimostrato di avere una giusta motivazione”. A destinazione i viaggiatori sono stati nuovamente controllati ed è stata anche rilevata la temperatura. Per i treni diretti in Sicilia, le verifiche sono scattate a Messina.

“Quello che ci conforta su questi rientri è che se trentamila cittadini hanno voluto registrarsi è perché intendono rispettare le regole. Dopo il 3 aprile vedremo quali sono stati i primi effetti di questo rigore”, dice l’assessore regionale siciliano alla Salute, Ruggero Razza, agli imbarcaderi della Caronte & Tourist, a Messina. “Facciamo appello ai cittadini: chi deve ritornare in Sicilia lo faccia solo se indispensabile”.

“Accogliamo con soddisfazione la scelta di sospendere i treni notturni per la Sicilia”, dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. “Le notizie circa una potenziale linea di contagio aperta dal rientro di tanti cittadini dal Nord al Sud Italia – aggiunge – hanno preoccupato tutti e, per questo, manteniamo sempre l’attenzione altissima sul rispetto delle restrizioni anti-coronavirus e su eventuali falle nel sistema.

“Per quanto riguarda l’autotrasporto – sottolinea inoltre Falcone – sono esclusi dall’obbligo di quarantena tutti i conducenti di quei veicoli che spostano merci e che giungono da fuori Sicilia. Lo prevede l’ordinanza anti-covid19 del presidente della Regione con l’obiettivo di non penalizzare lo strategico settore dell’autotrasporto, ancora più vitale in tale situazione di emergenza. Naturalmente sono stati posti precisi obblighi sulla sanificazione dei mezzi che entrano in Sicilia e sul rispetto assoluto di norme comportamentali e restrizioni da parte dei conducenti di tir, camion e altro”.

Nella città dello Stretto sono impegnati nell’operazione polizia, carabinieri, guardia di finanza e guardia costiera. Maggiori controlli sugli arrivi in treno dal Nord Italia erano stati disposti stamane dal presidente della Regione Nello Musumeci anche con il supporto delle guardie forestali che sono corpo armato regionale, a Messina.

CHIUDE FINCANTIERI, 2.000 OPERAI RIENTRANO IN SICILIA. La Fiom di Palermo lancia un appello ai 2.000 metalmeccanici che lavorano negli stabilimenti Fincantieri nel Nord e Centro Italia (Monfalcone, Marghera, Ancona, Genova e Muggiano) e che stanno per rientrare in Sicilia, dopo che l’azienda ha deciso di sospendere dal 16 al 29 marzo le attività produttive.

“Sappiamo che in queste ore i lavoratori stanno viaggiando verso casa in auto, pullman e treni – dice Francesco Foti, della Fiom di Palermo -. E’ fondamentale che rispettino le procedure previste dai decreti ministeriali e regionali, che includono la registrazione, e che, una volta arrivati, evitino contatti con altre persone e osservino un periodo di isolamento volontario, per rispetto della loro e della altrui salute”.


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