“Meglio se dal Nord non vengono”

Coronavirus. L’invito di Musumeci. Un caso a Catania, l’assessore Razza tranquillizza: “E’ del tutto asintomatica, si trova in isolamento domestico”. Guariti due dei tre pazienti a Palermo. VIDEOFOTO 

“Aerei, hotel e tour operator non rimborsano utenti”

“Meglio se dal Nord non vengono”

CATANIA – Una donna catanese è risultata positiva al coronavirus. “Nella serata di ieri è stato esaminato a Catania un caso di sospetta positività al coronavirus, relativo a una donna catanese rientrata da Milano nei giorni antecedenti l’inizio della emergenza lombarda – ha detto l’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza -. La signora è del tutto asintomatica, guarita da ogni sindrome influenzale e si trova precauzionalmente in isolamento domestico”.

“Per le linee guida nazionali – prosegue – nella medesima condizione di isolamento domestico sono stati posti i due suoi familiari conviventi: anch’essi privi di qualsiasi sintomatologia. Il caso è sotto l’esame del dipartimento competente dell’Asp e del reparto di malattie infettive dell’ospedale ‘Garibaldi’ di Catania, che sono impegnati a tracciare la scheda epidemiologica”.

“Attenderemo, ovviamente, l’esito dell’esame dell’Istituto Superiore di Sanità cui i campioni sono stati inviati – conclude -. Gli altri casi esaminati ieri, tra cui quello della paziente ricoverata al San Marco di Catania, sono tutti negativi. E non risulta in città alcuna ulteriore criticità”.

Secondo quanto annunciato dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, due dei tre pazienti risultati positivi nei giorni scorsi in Sicilia sono guariti. I casi riguardano la comitiva di turisti bergamaschi giunta a Palermo il 21 febbraio.

MUSUMECI: “MEGLIO SE DAL NORD NON VENGONO”. “La Sicilia non è una terra in cui non si può sbarcare e non si può atterrare – ha detto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, parlando con i cronisti a palazzo Orleans -. però servono controlli perché non è possibile che i due casi registrati di positività al coronavirus riguardano turisti del Nord perché nella nostra isola non c’è un focolaio. Sarebbe meglio che i turisti dal Nord non venissero”.

Musumeci aggiunge: “Se un cittadino che arriva dal Nord avverte dei sintomi con senso di responsabilità deve comunicarlo alle autorità sanitarie e sottoporsi alle procedure”. Il governatore rivendica l’esigenza di maggiori controlli: “Il governo nazionale ci garantisce che vengono fatti ma non è così, e noi come Regione non possiamo intervenire perché le competenze sono dello Stato. Ribadisco l’esigenza di fare controlli adeguati negli aeroporti per chi arriva in Sicilia”.

“L’ho detto, e lo ripeto, i turisti provenienti dalle zone gialle farebbero meglio a rimandare di qualche settimana il loro arrivo in Sicilia. Il mio è un appello alla prudenza, nell’interesse di tutti. La Sicilia è e resta, finora, una regione sicura, dove trascorrere la vacanza in un clima assai propizio. Per questo da giorni invito tutti, anche certa stampa, a non fare terrorismo psicologico. In ogni caso, chi arriva da una zona colpita dall’epidemia ha il dovere di informare le autorità sanitarie siciliane, come stabilito dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri”, ha concluso Musumeci.

NEGATIVO UN ALTRO CASO A CATANIA. Stamane era risultato negativo il test su un altro presunto caso di Covid-19 a Catania. Il protocollo anti coronavirus all’ospedale San Marco di Librino era stato attivato su una donna tornata da Pisa la scorsa settimana. Sarebbe stata lei stessa, una trentenne che da qualche giorno accusa la febbre, a contattare i numeri di emergenza segnalando le proprie condizioni di salute sospette. Seguendo le direttive imposte dal protocollo del ministero della Salute, la donna è stata quindi sottoposta al doppio tampone per verificare se aveva effettivamente contratto il Covid-19 o se la febbre era dovuta ad altra causa. L’assessorato regionale alla Salute nei giorni scorsi ha ribadito di attenersi solo alle comunicazioni ufficiali per non alimentare ingiustificati allarmismi.

POGLIESE: “NO ALLARMISMI, LE SCUOLE RESTANO APERTE”. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, il sindaco Salvo Pogliese è in stretto contatto con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e i responsabili sanitari per monitorare l’azione preventiva degli organi preposti per evitare, anche nella provincia di Catania, la diffusione del coronavirus. Nonostante il caso segnalato, il primo cittadino è stato informato che non c’è alcuna ragione di allarmismo e che si possono continuare a svolgere regolarmente le attività previste, a cominciare da quelle didattiche e istituzionali, sia al chiuso che all’aperto. Pogliese, nel confermare che le scuole rimarranno aperte e che le iniziative programmate si svolgeranno regolarmente, tuttavia, ha dato indicazioni per rafforzare gli interventi di igienizzazione negli edifici comunali e scolastici di competenza del Comune, già a partire dalle prossime ore. Ogni edificio o plesso “igienizzato” verrà segnalato con una locandina che verrà affissa nei locali oggetto degli interventi della Multiservizi e fornito di piccoli distributori per sapone liquido da utilizzare nei servizi.

MESSINA: SINO A LUNEDI’ SCUOLE CHIUSE. Il sindaco di Messina Cateno De Luca, per la prevenzione del rischio contagio da coronavirus, ha disposto la chiusura temporanea delle scuole comunali, comprese quelle dell’infanzia ed asili nido, da sabato 29 a lunedì 2 marzo e la chiusura temporanea degli uffici comunali, comprese le circoscrizioni, da sabato 7 a lunedì 9 marzo, ad eccezione della centrale operativa dei vigili urbani, dei cimiteri e dei locali dell’anagrafe destinati a servizi essenziali. Il sindaco ha invitato “tutti i cittadini e gli studenti, di ogni ordine e grado, compresi gli studenti fuori sede, provenienti o già rientrati da un’area interessata dal contagio del virus menzionato a comunicare il rientro al proprio medico di famiglia, all’Autorità sanitaria locale (sindaco) e all’Asp competente al fine di ridurre l’eventuale rischio di contagio e consentire un costante monitoraggio al fine di successivi provvedimenti”. Inoltre “tutti i cittadini e gli studenti, di ogni ordine e grado, provenienti o già rientrati da uno dei Comuni in cui si è verificato almeno un caso di contagio di coronavirus sono invitati a permanere volontariamente presso il proprio domicilio, in via cautelativa e precauzionale, per un periodo non inferiore a 15 giorni”.

APPRODA LA SEA WATCH: MIGRANTI IN QUARANTENA. Si sono concluse le operazioni di sbarco dei migranti dalla nave Sea Watch 3 approdata stamani nel molo Norimberga a Messina. Sono 194, tra cui 19 donne e 31 minori. Nessuno di loro presentava evidenti patologie o febbre, tuttavia sono stati messi in quarantena nel centro di accoglienza caserma Gasparro del villaggio di Bisconte. Disposta la quarantena a bordo della nave per i membri dell’equipaggio.

“Il governo di Roma ha respinto la nostra proposta, autorizzando a Messina lo sbarco dei migranti e la loro sottoposizione a isolamento in un hotspot che le autorità sanitarie hanno dichiarato inadeguato allo scopo – ha detto il governatore Musumeci -. È una decisione grave che non rispetta la dignità dei migranti e le preoccupazioni dei siciliani. Sarebbe stato più umano indirizzare la nave in un porto attrezzato e in un territorio lontano dall’emergenza sanitaria. Ne prendiamo atto”.

Il presidente della Regione in una lettera al premier Conte ieri si era detto infatti contrario allo sbarco affermando che nella caserma Gasparro Bisconte di Messina “sono emerse rilevanti criticità sotto il profilo igienico-sanitario, in merito all’accoglienza di nuovi migranti”.

Musumeci ha aggiunto: “Siamo stati chiari fin dal primo momento, in una condizione di seria e diffusa preoccupazione ritenevamo giusto e doveroso che i circa 200 migranti colpiti in fronte dal destino restassero a bordo della nave per la quarantena: e se la nave non era in condizioni di poter mantenere queste persone per 14 giorni bisognava utilizzare l’hotspot di Messina razionale ed efficiente ma siccome non lo è il governo nazionale avrebbe dovuto indicare un altro porto. Che ci vuole a sistemare hotspot di Messina? Servirebbero 2-3 milioni di euro perché il governo nazionale non lo fa? A volte il buonismo e la maschera per nascondere la più nera delle ipocrisia anche in certi politici locali”.

17 MORTI, 650 CONTAGIATI. Il bollettino sul Coronavirus diffuso nel tardo pomeriggio indica 650 contagiati, 17 morti e 45 guariti.  In Lombardia sono 403 i contagiati (di cui 40 dimessi perchè guariti e 14 morti); 111 in Veneto (2 morti), 97 in Emilia Romagna (1 morto), 19 in Liguria, 4 in Sicilia (2 guariti), 3 ciascuno in Lazio (tutti e 3 guariti), Campania, Marche, 2 in Toscana e Piemonte, 1 in Alto Adige, Abruzzo e Puglia. I ricoverati con sintomi sono 248, 56 sono in terapia intensiva e 284 in isolamento domiciliare. I tamponi somministrati sono stati 12.014 (la metà in Veneto).

PALERMO. MARTEDI’ 3 MARZO RIAPRONO LE SCUOLE. Riprenderanno il 3 marzo le lezioni nelle scuole palermitane, dopo il piano straordinario di pulizie di questi giorni per fronteggiare l’emergenza dovuta al coronavirus. L’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci raccomanda anche di provvedere a un’accurata pulizia straordinaria “con acqua e detergenti seguita dall’applicazione di disinfettanti quali ipoclorito di sodio”.

Il sindaco Leoluca Orlando ha spiegato che, se necessario, è possibile ricorrere a ditte esterne “i cui costi saranno successivamente rimborsati, previa rendicontazione in conformità all’ordinanza, dal dipartimento regionale della Protezione civile”. Per anticipare le spese, i dirigenti scolastici sono stati autorizzati ad utilizzare le somme già erogate dall’amministrazione a titolo di contributo, ha aggiunto l’assessore comunale all’Istruzione Giovanna Marano.


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