Che cosa beviamo?

Inchiesta tv sulla qualità delle acque minerali in bottiglia di plastica: un mercato da 10 miliardi di euro l’anno che nasconde anche molte sorprese. Stasera su Telecolor

Che cosa beviamo?

L’acqua è un bene comune, un bene primario di cui nessuno può fare a meno. Eppure quando si tratta di scegliere l’acqua da bere i cittadini si dividono: frizzante, naturale, ricca di sali minerali. Le acque in commercio sono decine e spesso sono molto diverse tra loro per le proprietà che possiedono. Sapere cosa contengono è necessario per scegliere il prodotto più adatto a ogni esigenza.

Quasi tutti, però, lo dicono le statistiche, comprano l’acqua nelle bottiglie di plastica di qualsiasi forma e quantità. Un mercato che non conosce crisi e in continua evoluzione, come racconterà Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua, la federazione degli imbottigliatori italiana. Un giro d’affari da 10 miliardi di euro all’anno con un fatturato, per le sole aziende imbottigliatrici, stimato in 2,8 miliardi di euro, di cui solo lo 0,6% arriva nelle casse dello Stato.

Ci si fida poco dell’acqua di rubinetto, in vetro costa troppo e poi ci sono quelli che comprano e utilizzano depuratori domestici e caraffe filtranti pensando di fare un favore alla propria salute. Ma è davvero così?

Stasera su Telecolor (canale 12 del digitale terrestre) alle 21 e in replica alle 23.50 andrà in onda una nuova inchiesta del giornalista Luca Ciliberti dal titolo “Che cosa beviamo?” che indaga sulla qualità delle acque minerali più comuni in commercio: 10 marche a caso vendute negli scaffali del supermercato, acquistate e analizzate dal laboratorio dell’Istituto di Igiene dell’Università di Catania con un nuovo brevetto che, per la prima volta al mondo, riesce a estrarre e a determinare la quantità di microplastiche inferiori a 10 micrometri in campioni a matrici organiche e inorganiche.

Un report i cui risultati sorprendenti sono già stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali come la prestigiosa “Water Research” (Elsevier) e presentati in diversi congressi internazionali. Mentre l’Europa delle lobbies fa orecchio da mercante e i cittadini provano con difficoltà a cambiare le proprie abitudini con una sensibilità nuova ai temi dell’ambiente. “Che cosa beviamo?” andrà in onda anche il sabato 22 e martedì 25 negli stessi orari.


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