Il virus che attacca i nostri pomodori

L.Cil. Segnalati casi di “Tomato brown virus”, a rischio le coltivazioni della Sicilia orientale. Tutti i particolari

Il virus che attacca i nostri pomodori

CATANIA – In Sicilia, di recente, è stato segnalato sul pomodoro una nuovo virus che causa danni anche sul peperone. Il Tomato brown rugose fruit virus (ToBRFV) appartiene alla famiglia Virgaviridae, genere Tobamovirus, al quale appartengono i più noti Tobacco mosaic virus (TMV) e Tomato mosaic virus (ToMV).

“Il pericoloso virus che attacca il pomodoro rendendoli deformi è stato identificato per la prima volta in Israele nel 2014 – spiega Giovanni Selvaggi, presidente di Confagricoltura – successivamente è stato individuato anche in Giordania nel 2015. Il primo focolaio in Sicilia invece è stato riscontrato alla fine del 2018. Nel 2019 sono stati registrati casi di Tomato Brown sugar virus nelle province di Ragusa e Siracusa e temiamo che possa presto arrivare anche nel Catanese”.

ALERT LIST UE. Nel corso del 2018 si sono verificati casi di infezioni in Germania e in Messico. In Sudamerica il virus sta causando sensibili danni alle coltivazioni di pomodoro e peperone. Nel gennaio del 2019 l’organizzazione europea per la protezione delle piante (Eppo), ha deciso di inserire tale virus nella cosiddetta “Alert List”, che rappresenta una premessa essenziale per inserire l’organismo nella legislazione fitosanitaria dell’Unione Europea in quanto, com’è noto, l’Eppo è un organo consultivo e non legislativo dell’Unione Europea, considerato che tale ruolo è svolto della Commissione Europea.

SINTOMI – Sui pomodori, i sintomi variano a seconda del fotoperiodo, la temperatura e la varietà coltivata. I sintomi fogliari su pomodoro sono riconducibili, nella maggior parte dei casi, a clorosi, mosaico, ingiallimenti e deformazione della lamina fogliare. Nelle condizioni più idonee all’espressione dei sintomi della malattia (temperature elevate e lungo fotoperiodo), possono apparire macchie necrotiche su peduncoli, calici e piccioli e danni sui frutti. I frutti possono mostrare macchie gialle o marroni con superficie rugosa, sintomi tali da rendere i frutti non commerciabili. I frutti possono essere deformati e avere una maturazione irregolare.

Nel documento che descrive la prima scoperta in Israele le piante malate avevano dal 10 al 15% di frutta sintomatica. In Giordania, nel primo focolaio segnalato, l’incidenza della malattia ha raggiunto quasi il 100%. Sul peperone, i sintomi fogliari comprendono deformazione, ingiallimento e mosaico. I frutti del peperone sono deformati, con aree gialle o marroni o strisce verdi. Nell’ambiente di coltivazione siciliano, le temperature che si sono registrate in questa stagione invernale hanno determinato una notevole riduzione dei sintomi frutti delle piante colpite.

I monitoraggi condotti dalla fine di dicembre 2018, data in cui è stato segnalato il virus, fino ad oggi non hanno fatto emergere danni evidenti sulla produzione di pomodoro. Nello stesso periodo di osservazione non sono stati riscontrati sintomi sulle piante di peperone e su nessun’altra pianta segnalata come ospite.

TRASMISSIONE – Il ToBRFV viene trasmesso per seme, contatto (strumenti contaminati, mani, indumenti, contatto diretto pianta-pianta) e materiale di propagazione (innesti, talee). I Tobamovirus possono rimanere infettivi nei semi, nei resti vegetali, nel terreno, negli attrezzi di lavoro e nelle strutture per mesi. Le particelle virali si trovano con certezza sul rivestimento del seme, mentre è stata solo ipotizzata la presenza nell’endosperma. Anche se la trasmissione dal seme alla piantina è bassa, la facilità con cui si propaga per contatto (ad esempio durante il trapianto di piantine o la manipolazione regolare del raccolto) consente una rapido diffusione all’interno di una serra. Tra le piante ospiti, particolare attenzione deve essere posta alle erbe infestanti (conosciute in Sicilia come “erva fitenti”, “amuredda” e “stramoniu”) che possono essere serbatoio del virus e trasmetterlo nel tempo alle colture con le predette modalità. Il virus potrebbe essere trasmesso in natura anche tramite l’attività degli insetti impollinatori, come i bombi, largamente impiegati per l’impollinazione del pomodoro in ambiente protetto.

LA REGIONE VIGILA. La commissione Attività produttive dell’Ars, presieduta da Orazio Ragusa, ha cercato di fare il punto su questa fitopatia, alla presenza dell’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, dei dirigenti generali del Dipartimento regionale dell’agricoltura, dei dirigenti dei servizi fitosanitari regionali, di docenti universitari, dei rappresentanti degli Ordini professionali e delle aziende che operano nel settore.

Inoltre, l’assessore Bandiera si è impegnato a mettere in campo una serie di iniziative finalizzate all’informazione e alla divulgazione del problema su tutto il territorio siciliano. “Non si deve perdere tempo. E’ indispensabile che le notizie possano essere veicolate nella maniera più rapida per garantire risposte agli operatori del settore. Infine, un altro obiettivo verso cui si punta è quello di concretizzare una serie di provvedimenti che intendono aiutare le aziende agricole attraverso alcuni sgravi fiscali che mirano ad abbattere il costo del lavoro. Prima, però, è necessaria la segnalazione, il riconoscimento della calamità e la successiva declaratoria. E’ indispensabile un’azione concertata e mirata”.

Le deputate regionali del Movimento Cinque Stelle Angela Foti e Jose Marano, componenti della terza commissione, hanno presentato una interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale all’Agricoltura per chiedere quali interventi vi siano in atto per contrastare l’arrivo in Sicilia del pericoloso virus. “Abbiamo chiesto in commissione di utilizzare il sito internet dell’assessorato all’Agricoltura affinché si avvisino i produttori e si raccolgano eventuali segnalazioni sulla presenza del virus sul territorio. Non possiamo permettere che un settore già fortemente provato dalla crisi, dalla concorrenza sleale, dai cambiamenti del clima possa subire l’ennesimo colpo”.

Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti


Correlati