Falsi Kandiskij, Picasso e De Chirico esposti come imperdibili opere d’arte

L.Cil. Indagine sulla mostra "L'impossibile è Noto": sequestrati 26 capolavori ritenuti contraffatti. Ad agosto anche la lectio magistralis di Sgarbi. Il Comune: "Noi parte lesa"

SIRACUSA – La truffa passa dalla cultura e dalle arti. Per fare i soldi e per lucrare sugli inconsapevoli visitatori paganti (12 euro adulti e 7 euro ridotti) e sull’amministrazione comunale in buona fede, basta infatti incorniciare una bella mostra, con nomi di grido del Novecento, nella capitale del barocco per dare spessore e rilievo internazionale a una esposizione di tele e opere d’arte che, secondo gli esperti delle forze dell’ordine, si riveleranno in seguito vere e proprie croste, in un mezzo festival del tarocco, così come emerge dalle indagini.
Il Futurismo, il Cubismo, la Metafisica, Dada, il Surrealismo tutti insieme appassionatamente all’interno del Convitto delle arti a Noto, sul principale corso Vittorio Emanuele, dove in estate passeggiano centinaia di migliaia di turisti (e molti volti noti) incantati dalla straordinaria bellezza dei beni culturali della città e facilmente suggestionabili dalla pittoresca mostra: “L’impossibile è Noto”.
Un progetto al quale, inconsapevolmente, ha prestato il volto anche il critico Vittorio Sgarbi, che lo scorso 31 agosto ha tenuto una lectio magistralis all’interno del Convitto delle Arti accolto dall’organizzatore della mostra.
Un’operazione culturale di altissimo livello, almeno fino ad oggi, quando i carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale hanno sequestrato 26 opere d’arte proprio all’interno del Noto Museum, a Noto, nel Siracusano perché “falsamente attribuite ad artisti di fama internazionale”.
Le indagini, coordinate dalla procura di Siracusa, sono scattate dopo la denuncia del presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico sull’esposizione di quattro opere attribuite a Giorgio de Chirico e sconosciute alla Fondazione: “Il Trovatore, 1952”, “Studio neoclassico, 1950”, “Il Trovatore, 1952”, “Il Grande metafisico”.
La Procura ha nominato un tecnico che ha confermato la falsità delle opere e rilevato dubbi su 22 delle 100 opere esposte alla mostra, riconducibili a importanti artisti nazionali e internazionali quali: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Luigi Russolo, Pablo Picasso, Vasilij Kandinskij, Max Jacob, Hans Richter, Paul Klee, Joan Mirò e Salvador Dalì. Una persona risulta iscritta nel registro degli indagati per contraffazione di opere d’arte. La mostra inaugurata lo scorso 11 aprile per il Comune è in programma fino al 10 novembre.
Amareggiato il sindaco Corrado Bonfanti: “L’impossibile è Noto, è la quarta mostra che il nostro Settore Cultura affida alla stessa organizzazione di specialisti. Nel 2016 “Andy Warhol è Noto”, nel 2017 “Chagall e Missoni – Sogno e colore”, e nel 2018 “Picasso è Noto” tutte mostre che hanno riscosso grande successo di pubblico e generale apprezzamento”. Per il primo cittadino netino “la verifica su 26 opere delle circa 150 esposte, da parte dei militari del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, ci permetterà di conoscere la verità circa l’autenticità delle opere e di stabilire le eventuali responsabilità. Una cosa è certa: nel caso in cui ci dovessero essere dei falsi, il Comune di Noto è parte lesa e farà valere le proprie ragioni nelle sedi competenti”.
Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti

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