La stidda e l’affare rifiuti: 15 arresti

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Blitz nel Ragusano: il pentito Claudio Carbonaro stava riorganizzando il clan puntando sullo smaltimento della plastica delle serre

La stidda e l’affare rifiuti: 15 arresti

RAGUSA – La Polizia di Stato di Ragusa ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare e sequestri preventivi di aziende nel settore del riciclo plastiche su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania.

Le indagini degli investigatori delle squadre mobili di Ragusa e Catania, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno permesso di disarticolare un’associazione per delinquere, di stampo mafioso, denominata “stidda”, finalizzata al traffico illecito di rifiuti aggravato.

Tra i reati contestati rientrano l’estorsione pluriaggravata, l’illecita concorrenza con minaccia, le lesioni aggravate, la ricettazione, la detenzione e il porto di armi da sparo e il danneggiamento seguito da incendio.

Tra i 15 arrestati vi è anche Claudio Carbonaro, di Vittoria, reo confesso di omicidi, poi collaboratore di giustizia e tornato in libertà 4 anni fa alla fine del programma di protezione. Carbonaro, secondo l’accusa, stava riorganizzando il clan con un ‘taglio’ diverso, meno sanguinario e più imprenditoriale puntando sullo smaltimento della plastica delle serre. In manette anche Giovanni e Raffaele Donzelli, padre e figlio, titolari dell’azienda Sidi.

Le indagini, delegate dalla Procura Distrettuale di Catania, erano scattate nel 2014 in seguito a un sequestro, operato a Roma dalla Squadra Mobile, di calzature contenenti materiali nocivi per la salute.

Era stata ipotizzata dagli investigatori l’esistenza di un’organizzazione dedita al traffico di rifiuti plastici, acquisiti da imprese di raccolta e stoccaggio aventi sede nelle province di Ragusa e Catania ed esportati in Cina. Qui venivano utilizzati per la fabbricazione di scarpe, poi importate in Italia e commercializzate pur contenendo, per i magistrati, sostanze tossiche.

Sono finiti in carcere: Claudio Carbonaro, 60 anni, Salvatore D’Agosta, 53 anni, Giuseppe Ingala, 36 anni,  Antonino Minardi, 45 anni, Crocifisso Minardi, detto “Lucio”, 53 anni, Emanuele Minardi, 49 anni, Salvatore Minardi, 45 anni, Giovanni Tonghi, 38 anni, Giovanni Donzelli, 71 anni, Raffaele Donzelli, 46 anni.

Arresti domiciliari invece per: Gaetano Tonghi, 37 anni, Giovanni Longo, 55 anni, Andrea Marcellino, 35 anni, Salvatore Minardi, 25 anni, Francesco Farruggia, 42 anni.


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