Usura a tassi folli: arrestati a Catania ‘Meluccio’ e ‘zu Giovanni di bibiti”

Vessavano da anni un piccolo imprenditore in difficoltà, arrivando anche al 2.000% di interessi. VIDEO: la consegna dei soldi

Usura a tassi folli: arrestati a Catania ‘Meluccio’ e ‘zu Giovanni di bibiti”

CATANIA – Arresti domiciliari a Catania per due uomini accusati di usura nei confronti di un piccolo imprenditore. Si tratta del 35enne Camillo Scuderi, detto “Meluccio”, il quale vanta legami parentali con esponenti della criminalità organizzata come il padre Salvatore del clan Santapaola-Ercolano (oggi in regime di libertà vigilata) e il suocero Alessandro Di Pasquale (scarcerato nel 2015 dopo l’arresto per traffico di stupefacenti), e del 62enne Alfonso Giovanni Angiolini, noto come ‘zu Giuvanni di bibiti’, ambulante che vendeva prevalentemente bevande ma anche di profumi, cosmetici, saponi (la ditta in questione nell’ultimo triennio non ha prodotto redditi da assoggettare a imposte).

Sono stati i militari della guardioa di finanza ad arrestarli e a confiscare il profitto usuraio pari a circa 35 mila euro. L’imprenditore sottoposto a usura, prima lavoratore dipendente non in regola e successivamente titolare di una ditta individuale di Catania, per fronteggiare inizialmente bisogni personali e successivamente per sostenere la propria attività professionale, si è rivolto ai due per ottenere in più fasi prestiti in denaro contante, per un complessivo ammontare di 32 mila euro.

Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e accertamenti bancari sono stati raccolti gravi e precisi indizi sull’applicazione di tassi d’interesse usurai fino al 2.000% su piccoli prestiti concessi dagli arrestati dal 2011.

Nello specifico, da Scuderi sono arrivati 10 prestiti per un ammontare complessivo di 18.000 euro in contanti, pretendendo quale compenso – oltre ovviamente la restituzione del capitale – interessi per oltre 23 mila euro calcolati con un tasso oscillante tra il 117% e il 1.997% ben oltre la soglia limite fissata nel periodo di riferimento tra il 16 e il 17%.

Angiolini dal canto suo ha concesso 3 prestiti in denaro all’usurato per complessivi 14.000 euro applicando un tasso variabile tra il 108% e il 650% così pretendendo interessi per oltre 11.000 euro.

L’imprenditore è stato costretto a rivolgersi a Scuderi nel 2011 per la concessione di un mutuo bancario per l’acquisto della prima casa. “Meluccio” escogitava continuamente nuove formule che gli favorissero il rientro del capitale “investito”.

A partire dal 2015, già stretto nella morsa usuraia, la vittima di usura nel frattempo è divenuta titolare di una piccola attività professionale, per la quale si è rivolto ad Angiolini. Dopo vari prestiti l’imprenditore è stato costretto a cedere in garanzia la propria attività professionale, valutandola 15.000 euro, valore sottostimato rispetto a quello reale di mercato, ricavandone in contanti la differenza pari a 8.000 euro.

L’usurato ha potuto continuare a esercitare la sua professione pur avendo ceduto, solo informalmente, l’impresa, pagando un affitto di 100 euro settimanali. Il piccolo imprenditore, pur restando intestatario della licenza, aveva perso anche l’azienda e per il suo riacquisto era stato pattuito che dopo il pagamento dei canoni di locazione nella misura suindicata, per cinque anni, avrebbe avuto la possibilità di riscattarla a un prezzo di 15.000 euro. Una morsa di vessazioni che si è conclusa con l’operazione della guardia di finanza.


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