Stm e pompieri: la zona industriale piange

A Catania l’allarme di sindacati e M5s sulle difficoltà del polo tecnologico e sulla chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco

Stm e pompieri: la zona industriale piange

CATANIA – Due allarmi alla zona industriale di Catania, dove la politica e i sindacati segnalano situazioni di difficoltà. “C’è forte preoccupazione alla Stm – dice Simona Suriano, deputata nazionale del Movimento 5 stelle -: i lavoratori hanno denunciato la mancanza di prospettive e di investimenti che rischia di mettere a repentaglio il futuro dell’importante polo tecnologico. Non possiamo permettere che ci sia, ancora oggi, un’Italia a due velocità con uno stabilimento lombardo calamita di investimenti e uno siciliano che non riesce a pensare al domani”.

A manifestare il problema sono state le sigle sindacali. “Lo stabilimento etneo -prosegue la parlamentare – è strategico e quella che era l’Etna Valley di un tempo non può trasformarsi in un deserto colmo di rammarico. Solleciterò il governo nazionale nel dare risposte: la zona industriale di Catania va valorizzata con servizi, strade sicure, collegamenti veloci. Anche la Regione deve fare la sua parte senza se e senza ma”.

Sempre alla zona industriale La Ugl si appella al ministro dell’Interno dopo la chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco: “Si tratta di un punto indispensabile per la prevenzione e il soccorso in un’area a rischio – spiega il segretario generale Giovanni Musumeci -. Quello che da tempo temevamo è avvenuto, perché il mancato potenziamento della caserma non poteva che essere il preludio della smobilitazione in atto. Per questo nei prossimi giorni invieremo un accorato appello al neo ministro dell’Interno, prefetto Luciana Lamorgese, affinché venga ripristinato il presidio e adeguato alle esigenze di un’area vasta come quella della zona industriale”.

Secondo la Ugl “è evidente che il comando centrale di via Beccaria e qualche altro punto distaccato non possono servire tempestivamente e in modo appropriato un polo dove, peraltro, insistono grandi e medie aziende del settore metalmeccanico e chimico che quotidianamente sono particolarmente esposte a possibili rischi, producendo o lavorando con sostanze pericolose e infiammabili. Inoltre la stessa zona industriale, come più volte abbiamo evidenziato nel corso del tempo, d’estate è fortemente esposta al rischio incendi a causa delle tante porzioni di terra abbandonate, mentre d’inverno è teatro di allagamenti considerato che è insufficiente il sistema di raccolta delle acque bianche e spesse volte i torrenti presenti risultano carenti di manutenzione ordinaria”.


Correlati