Sit-in di protesta e sbarchi a Lampedusa

Situazione al collasso nel centro di prima accoglienza. Tunisini in piazza: "Chiediamo dignità e lavoro"

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Nuovi sbarchi e proteste a Lampedusa, dove la situazione all’interno dell’hot-spot è sempre al collasso. Nonostante i continui trasferimenti sulla terraferma, il numero degli arrivi supera quello delle partenze. Tre gli “sbarchi fantasma” che si sono succeduti durante la giornata di ieri per un totale di 171 migranti approdati autonomamente sull’isola.
Tutti sono stati trasferiti nel centro di contrada Imbriacola dove erano già ospitate altre 90 persone, la capienza massima prevista per la struttura. Ieri sera un gruppo di tunisini ha inscenato un sit in di protesta davanti alla chiesa madre del paese che si trova nel centro urbano. Chiedono di potere rimanere in Italia e di non essere rimpatriati.
Gli arrivi dalla Tunisia, dove domenica scorsa si è votato per le presidenziali, sono aumentati anche grazie alla situazione di instabilità politica e all’allentamento dei controlli. Nelle ultime due settimane sono quasi 600 i nordafricani approdati a Lampedusa ed è emergenza anche per le forze dell’ordine, il cui organico si sta rivelando insufficiente rispetto agli interventi quotidiani legati alla nuova ondata di sbarchi.
“Vogliamo vivere solo con dignità come essere umani”, “Vogliamo solo lavorare”, “Aiutaci a non ritornare in Tunisia”: è con in mano dei pezzi di cartone con queste scritte, che ieri sera un gruppo di tunisini ha inscenato il sit-in di protesta, del tutto pacifico. Il gruppo ha chiesto di poter rimanere in Italia e di non essere rimpatriato. I migranti si sono sdraiati, lasciando in bella evidenza i cartelli con gli appelli, in un punto della piazza davanti al sagrato della parrocchia San Gerlando. A monitorare il sit-in c’era la polizia.

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