Gravina di Catania, riapertura rimandata

Catania. I lavori che strozzano la viabilità dell'hinterland sul versante Etna Sud saranno ultimati solo dopo l'avvio delle scuole. L'amministrazione: "E' colpa della pioggia"

GRAVINA DI CATANIA (CATANIA) – Una sofferenza che si allunga per decine di migliaia di abitanti dei Comuni dell’hinterland catanese che risiedono sul versante Etna Sud del vulcano. Il cantiere al canale di gronda nel quartiere di San Paolo ha subito gravi danni a seguito del nubifragio che intorno alle ore 13 ha interessato tutta la zona etnea per questo i tempio di riapertura della via Etna si allungano a data da destinarsi e certamente dopo la riapertura dell’anno scolastico.
Sul posto il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e alle Manutenzioni Rosario Condorelli ha preso visione dello stato del cantiere di via Etnea: “Stamattina hanno avuto inizio le operazioni di copertura del manto stradale con le gittate di cemento in vista della imminente riapertura del tratto – ha commentato Condorelli – avevamo chiesto un’accelerazione per il completamento dei lavori riuscendoli a programmare in tempo per l’apertura delle scuole. Purtroppo il fiume d’acqua meteorica ha causato ingenti danni trascinando via il materiale di riempimento e il cemento fresco. Tutto ciò purtroppo significa allo stato attuale uno stop ai lavori e un conseguente ritardo nella consegna. Cercheremo di rimetterci a lavoro per riparare i danni e recuperare il tempo perduto”.
Una giustificazione non richiesta, arrivata con una nota stampa, che non fa altro che appesantire i disagi dei cittadini. Il Comune di Gravina, con i propri tecnici, non è riuscito a garantire e alleggerire un flusso viario senza disagi ai residenti della zona e quelli dei centri limitrofi (Mascalucia, Nicolosi, Pedara, Sant’Agata Li Battiati, San Giovanni Galermo, Fasano), costretti a subire interminabili file, per raggiungere Catania o per tornare nelle proprie case, anche nel mese di agosto quando solitamente i centri urbani si svuotano.
E’ bastato un temporale imprevisto per far saltare un cronoprogramma già risicato nei tempi. A questo si aggiunge il fatto che non sono stati previsti piani traffico alternativi, non sono state cercate soluzioni, magari utilizzando le vie secondarie, adeguate con appositi divieti di sosta o sensi di marcia congeniali, per snellire il serpentone delle auto che ogni giorno nelle ore di punta insiste sulla zona. I risultato, alla fine, è sotto gli occhi di tutti.
Twitter: @LucaCiliberti
Luca Ciliberti

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