La discarica di Bellolampo nel mirino della magistratura

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per inquinamento ambientale, il fascicolo riguarda la realizzazione della settima vasca

La discarica di Bellolampo nel mirino della magistratura

PALERMO – La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per inquinamento ambientale sulla discarica di Bellolampo a Palermo. Lo scrive il quotidiano “Repubblica”. Sarebbero indagati l’ex direttore generale del dipartimento rifiuti dell’assessorato regionale all’Energia, Maurizio Pirillo e Marianna Grillo, direttore generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente perché l’impianto di bio trattamento sarebbe inadeguato. L’indagine riguarda anche i ritardi nella realizzazione della settima vasca, ma per questo capitolo non vi sarebbero indagati per ora.

Nel fascicolo vi sono atti, fotografie e relazioni ambientali come quella dell’Arpa secondo cui la discarica di Bellolampo costituisce imminente minaccia di danno ambientale. Da diversi anni ormai la discarica è al centro dell’attenzione dei politici e della magistratura, con sequestri e dissequestri, per la situazione di emergenza dovuta al riempimento delle vasche, ai danni ai macchinari, agli incendi che divampano improvvisi.

In un processo concluso nel 2018 l’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata, oltre a dirigenti della società che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Palermo, accusato di disastro ambientale e altri reati, è stato assolto. All’inizio del mese l’assessore comunale all’Ambiente Giusto Catania aveva detto che “a Bellolampo non c’e’ alcun disastro ambientale.

Ci sono elementi di criticità che stiamo affrontando tempestivamente e che, parzialmente, abbiamo già risolto. Le cause sono molteplici ma rimane il fatto che e’ necessario cambiare strategia perché rischiamo di rincorrere periodicamente le emergenze sulla discarica visto che i tempi di realizzazione della sesta vasca continuano a slittare”.


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