Prima colazione, fa bene o è meglio saltarla?

di Nuccio Sciacca – Uno studio ne rimette in discussione l’utilità nutrizionale specie negli anziani

Prima colazione, fa bene o è meglio saltarla?

Le strategie volte alla prevenzione e alla gestione del sovrappeso e obesità sono multifattoriali e molte raccomandazioni dietetiche internazionali suggeriscono una regolare colazione per la gestione del peso e come fattore protettivo contro l’obesità.

Questo concetto è stato però contraddetto da una recente meta-analisi pubblicata su British Medical Journal con raccomandazioni che dimostrano come il consumo regolare della colazione possa influire negativamente sul controllo del peso aggiungendo calorie alle diete, specialmente nelle persone anziane con comportamenti alimentari consolidati.

Questa revisione sistematica ha esaminato il cambiamento di peso negli adulti che consumano o saltano la colazione e non ha trovato prove a supporto dell’idea che il fare colazione favorisca la perdita di peso o che saltare la colazione porti a un aumento di peso. Inoltre ha dimostrato che la prima colazione aumentava l’apporto energetico giornaliero totale rispetto alla colazione saltata, senza prove del fatto che saltare la colazione fosse associato a un aumento dell’apporto calorico giornaliero totale.

Quindi la domanda è: conviene fare o non fare la prima colazione? La risposta degli studi che finora hanno valutato, oltre al peso, altri esiti del fare o meno la colazione era sembrata, effettivamente, univoca.

Nei bambini è dimostrato che fare la prima colazione si associa con un rischio ridotto di sovrappeso o obesità ed è correlato a migliori capacità motorie e meno soprappeso. Negli adulti saltarla è associato ad aterosclerosi e malattie cardiovascolari e recentemente è stata ipotizzata un’associazione tra il non fare la prima colazione e la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause.

Quindi anche se lo studio non accerta direttamente il rapporto causa/effetto tra la mancanza della prima colazione e l’aumento soprattutto della mortalità cardiovascolare, vi sono alcuni indizi importanti che questo rapporto non sia solo una coincidenza.

Questi risultati, del resto, sono coerenti con il rapporto dell’American Heart Association che ha discusso il momento delle occasioni alimentari in relazione al rischio cardio-metabolico, suggerendo che una maggiore percentuale di energia consumata precocemente in un giorno può influire positivamente sui fattori di rischio per malattie cardiache e diabete.

La relazione tra il consumo della colazione con la qualità generale della dieta e la regolazione dell’appetito permette di bilanciare l’introito calorico durante il giorno, di prevenire l’eccesso di cibo, la conseguente obesità e quindi il rischio cardiovascolare.


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