“Scongiurato il blocco del servizio Amt”

Lettera aperta dell’azienda: “Catania salva dal dissesto, ora possiamo puntare al rilancio del trasporto pubblico”

“Scongiurato il blocco del servizio Amt”

CATANIA – Catania è salva dal dissesto, e anche l’Amt. Lo ribadiscono i vertici dell’azienda municipale trasporti di Catania che riferiscono con una lettera aperta.

“Come noto, le norme per salvare Catania dal dissesto finanziario dichiarato dalla Corte dei Conti nel maggio 2018 sono diventate legge dello Stato. Un fatto di straordinaria importanza rispetto a cui va riconosciuto il merito all’amministrazione comunale di Catania, al governo e al parlamento nazionale: un risultato corale raggiunto anteponendo gli interessi della città a quelli di schieramento politico o di appartenenza partitica.

Catania può ora guardare al futuro con maggiore speranza, e riprendere a pianificare con la necessaria prospettiva di lungo periodo le misure di crescita e sviluppo della città. E con la città, l’Azienda Metropolitana Trasporti che, in quanto società interamente di proprietà del comune di Catania, ha subito in questi mesi le medesime difficoltà dell’Ente e ne ha condiviso le incertezze.

Il paventato blocco del servizio a partire dal 1° luglio fortunatamente non ci sarà: abbiamo in tutti i modi cercato di scongiurarlo, ma sarebbe stato inevitabile ove il Comune non fosse stato in grado di assicurare la proroga del contratto che consente all’Amt di espletare il servizio di trasporto pubblico locale nella città di Catania e nei comuni limitrofi.

L’enorme preoccupazione manifestata dai cittadini per la possibile sospensione del servizio, pur essendo indipendente dalla nostra volontà, da un lato, ovviamente, ci ha rattristato e rammaricato, ma dall’altro ci ha fatto avvertire ancora di più il senso di responsabilità nella gestione di un servizio essenziale a cui i cittadini hanno dimostrato di tenere in modo particolare.

Una città moderna ed efficiente non può fare a meno di un trasporto pubblico che funzioni – meglio di quanto ha funzionato negli ultimi anni – soprattutto a tutela delle fasce più deboli della città. Il 1 luglio 2019 non passa alla storia quindi come il giorno più buio dell’Amt e dei suoi utenti, ma al contrario diventa un’occasione di confronto leale con tutte le componenti che possono e devono contribuire al rilancio dei servizi di mobilità urbana.

Con il Comune di Catania, nostro socio unico: dobbiamo fare in fretta a rinnovare il contratto, che stabilirà la quantità di servizi che potremo erogare alla città (seppur consapevoli delle esigenze di razionalizzazione, la città non può permettersi una riduzione significativa dei servizi di mobilità), mantenendo – è il nostro auspicio – inalterato il prezzo dei biglietti e degli abbonamenti e garantendo alle fasce più deboli le agevolazioni tariffarie finora riconosciute.

Al contempo, il nuovo contratto sarà l’occasione per poter finalmente riorganizzare il servizio e la rete dei bus: troppe le linee che si sovrappongono, sia in termini di percorsi che di orari, la riorganizzazione attesa da anni non può più aspettare.

E dobbiamo anche fare in fretta a ultimare gli importantissimi progetti di mobilità in corso di realizzazione e finanziati con i fondi europei del Pon Metro: l’acquisto di ulteriori 40 autobus che consentiranno di completare il rinnovo della flotta, il rifacimento del percorso del Brt1 e la creazione di altre 4 linee Brt sono tra le principali iniziative che consentiranno di imprimere un passo decisamente diverso alla mobilità urbana.

Con la Regione siciliana, che ci ha aiutato in questi mesi di difficoltà e che ci consentirà a breve di mettere su strada ulteriori 27 mezzi nuovi: dopo l’ottima notizia del superamento – si spera definitivo – del paventato taglio ai fondi regionali destinati al trasporto pubblico locale, dobbiamo fare in fretta a riorganizzare la rete della città metropolitana, per dare ai cittadini dell’area vasta un servizio che tenga conto sempre più del contesto di tipo urbano che ormai caratterizza la città metropolitana di Catania, e per realizzare una intermodalità con gli altri operatori del ferro e della gomma.


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