Caiata-Lo Monaco, botta e risposta

Il presidente del Potenza (foto Galtieri) si lamenta per l'arbitraggio e l'ad del Catania replica a tono: "Solito show clownesco. Chi mette in dubbio la regolarità delle gare non ama il calcio e manca di serietà"

E’ polemica aperta tra il presidente del Potenza, Salvatore Caiata, e l’ad del Catania, Pietro Lo Monaco.
Dopo le dichiarazioni del numero uno del club lucano, stizzito per la direzione arbitrale della gara di andata dei play off (“Arbitraggio non all’altezza, o ci viene garantito il diritto di giocarcela alla pari a Catania o non andiamo a giocare”), è arrivata la dura replica del dirigente rossazzurro.
“Si tratta del solito show clownesco del presidente del Potenza, che spesso, quando non vince, si abbandona al soliloquio delirante, prescindendo da ogni domanda e/o reale contraddittorio. Accadde – si legge in una nota diffusa dal club etneo – anche dopo la gara di ritorno nella regular season, quando la sua analisi lasciava immaginare che nel corso del match si fosse addormentato ed avesse sognato un’altra partita. Il presidente del Potenza se la prende con il mondo intero: con i rivali brutti, sporchi e cattivi ma anche e soprattutto con la direzione dell’arbitro di turno, avvelenando il clima dopo le dichiarazioni di facciata improntate ad un rispetto che in realtà non nutre e non garantisce”.
“Chi mette in dubbio la regolarità delle gare, mettendo le mani avanti e chiedendo l’intervento delle istituzioni calcistiche, infatti, non ama il calcio e manca di serietà, di civiltà e di fair play. Non a caso, colleziona inibizioni: basta leggere il comunicato odierno del giudice sportivo, che reca l’ultima di una lunga serie di sanzioni a carico del signor Salvatore Caiata: stavolta perché, dopo l’allontanamento dal terreno di gioco per proteste, è rientrato ed ha rivolto un’offesa all’arbitro. Seguita, quest’ultima, dagli attacchi rivolti in sala stampa ai giocatori del Catania. Si tratta di atteggiamenti e parole irresponsabili che creano ambienti infuocati, come quello certificato dal coro “ladri, ladri” dal quale il presidente del Potenza non si è dissociato come avrebbe dovuto fare”.
“Noi abbiamo un senso di responsabilità diverso, non abbiamo detto nulla a proposito del rigore che ci è stato negato dopo un intervento falloso ai danni di Curiale ed altre decisioni che riteniamo ci abbiano penalizzato, ad esempio l’angolo più che dubbio dal quale è scaturito l’1-1, perché pensiamo che gli errori facciano parte del gioco ed abbiamo rispetto nei confronti degli arbitri, anche quando non ne condividiamo le decisioni. Noi non esasperiamo i toni e non diamo libero spazio alla fantasia rilanciando assurde congetture e blaterando di presunte “intimidazioni”, delle quali hanno parlato nei giorni scorsi alcuni tesserati della Reggina, prontamente smentiti dal giudice sportivo che ha ristabilito la verità: non è accaduto nulla di significativo, negli spogliatoi del Massimino”.
“Basta con il vittimismo, con le provocazioni e con le insinuazioni, ancor più gravi ed insulse considerando che il signor Salvatore Caiata è nel Consiglio Direttivo della Lega Italiana Calcio Professionistico. Il presidente del Potenza, un’ottima squadra che non è il Real Madrid e quindi non credo debba sopportare chissà quali diffuse antipatie e rancorose vessazioni dei rivali frustrati, pare già sicuro di vincere la gara di ritorno: non troverà sul suo cammino soltanto il Catania ma l’intera città di Catania, con sana passione sportiva al fianco dei rossazzurri”.
“Il presidente del Potenza, che attendiamo con ansia ed accoglieremo con un tappeto rossoblù, ha chiesto di essere accompagnato al “Massimino” dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, dal presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli e dal presidente dell’AIA Marcello Nicchi: può estendere l’invito anche al Ministro dell’Interno ed al capo della Polizia, sarà l’ennesima occasione per ammirare lo spettacolo della passione rossazzurra”.

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