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Europa sì, Europa no: il dibattito all’incontro conclusivo del ciclo di Words of tomorrow

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CATANIA – Europa sì Europa no, Stati Uniti d’Europa, Brexit, dumping fiscale e sociale, confini e frontiere, commercio, integrazione, politica. È stato ricco di spunti il dibattito che mercoledì scorso ha animato l’appuntamento conclusivo del ciclo di incontri Words of tomorrow, ospitati dall’Associazione diplomatici. Erano presenti Francesca Donato per la Lega, Matilde Montaudo per il M5s, l’ex sindaco di Catania e senatore Raffaele Stancanelli per Fratelli d’Italia, Michela Giuffrida per il Pd , Elia Torrisi per Più Europa.

“Abbiamo affrontato vari temi nel tempo – ha detto Alba Giardina, presidente dell’Associazione nazionale donne elettrici -, dalla parità di genere alla questione meridionale, dall’elezione diretta del sindaco al recente appello per il mantenimento della storia come materia fondamentale nei licei. L’Europa, nonostante le trasformazioni che si sono verificate negli anni, è un tesoro che dobbiamo tenerci stretto. Non solo perché ci ha garantito più di 70 anni di pace, ma anche perché è impensabile fronteggiare colossi come Stati Uniti e Cina se ci disgreghiamo in tanti piccoli Stati”.

“Speriamo di avere nei prossimi anni un’accelerazione del processo di integrazione europea, perché siamo in una condizione nella quale o si va avanti o ci fermiamo per sempre”, le ha fatto eco Giuseppe Scognamiglio, chairman di Eastwest european institute, che in veste di moderatore ha provato a spiegare alla platea le ragioni dello scetticismo diffuso nei confronti dell’Europa, dovute a dieci anni di crisi economica che hanno frustrato ambizioni, speranze e condizioni di vita di tante persone, che hanno trovato nelle Istituzioni europee un capro espiatorio.

“Complici anche delle leadership nazionali non all’altezza del compito – ha aggiunto Scognamiglio – che invece di accelerare il processo di integrazione, unica speranza per avere più risorse e più protagonismo internazionale, hanno pensato di chiudersi in una gestione autarchica della vita nazionale che non porta da nessuna parte, visto che a livello nazionale non abbiamo risorse sufficienti, sia in Italia che negli altri Paesi”.


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