Segregato e pestato a morte da baby gang

Taranto: il 66enne era legato a una sedia in casa, indagati 14 ragazzi che lo avrebbero anche filmato. Di Maio: “Pagheranno”

Segregato e pestato a morte da baby gang

TARANTO – Lo avrebbero segregato in casa per giorni, seviziandolo e picchiandolo fino alla morte. Per questo 14 ragazzi, 12 minorenni e due maggiorenni (di 19 e 22 anni), sono indagati in relazione alla morte di un 66enne di Manduria, nel Tarantino, deceduto tre giorni fa in seguito al ricovero in ospedale, dopo essere stato trovato dagli agenti di polizia legato a una sedia in casa. Al vaglio degli investigatori anche alcuni video delle sevizie che la baby-gang avrebbe condiviso in chat su Whatsapp.

Secondo alcuni vicini di casa, il 66enne era diventato bersaglio dei bulli sin dal 2012. Ci vorranno diversi esami di laboratorio per stabilire se la morte sia stata causata dai traumi subiti a seguito delle aggressioni subite o, ad esempio, dallo stato di prostrazione e di degrado in cui l’anziano era caduto.

“Bullizzato, rapinato, segregato in casa e picchiato fino alla morte. È inaccettabile quanto successo al 66enne di Manduria – afferma il vicepremier Luigi Di Maio -, un fatto vergognoso che non può passare in secondo piano. La morte di Antonio deve farci capire che la sicurezza dei nostri cittadini deve essere la priorità di questo governo. E dobbiamo lavorare per garantire maggiore sicurezza anche ai nostri anziani, troppo spesso abbandonati. Una cosa è certa: questi soggetti la pagheranno”.


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