In aumento reati sul web: vittime i giovani

Campagna "Una vita da social", il truck della polizia postale fa tappa anche a Catania: 208 casi nel 2018

CATANIA – I social network sono uno strumento di comunicazione integrato nella quotidianità dei teenager e in virtù del numero sempre maggiore degli adolescenti presenti sul web hanno determinato una crescita esponenziale dei minori vittime di reati contro la persona che negli anni è raddoppiato: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Sono le cifre emerse dalla tappa a Catania del truck della sesta edizione di ‘Una vita da social’, campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e del Garante per l’Infanzia.
L’attrazione per il selfie, secondo la polizia postale, a volte è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina.
Il 52% in media passa 10 minuti a modificare e a descrivere (con commenti o didascalie) un selfie prima di pubblicarlo. Sono prevalentemente le femmine e i più giovani (meno di 17 anni). Il 36% usa spesso i filtri per i propri autoritratti. Che soddisfano globalmente il 53% del campione.
“Diffondere una cultura della sicurezza e della legalità in Rete – osserva il questore Alberto Francini – è questo uno dei principali obiettivi che la Polizia di Stato, con la Specialità della Polizia Postale si prefigge e in questo contesto si inserisce l’iniziativa di ‘Una vita da social’ per un uso corretto e consapevole del web”.
“Il web esercita una attrattiva sempre più forte sui minori e la nostra attenzione è rivolta soprattutto a loro – afferma il dirigente del Compartimento polizia postale per la Sicilia orientale, Marcello La Bella – mancanza di consapevolezza, senso di deresponsabilizzazione e idea di non essere individuati nelle loro condotte on-line conduce a una crescente illegalità giovanile sul web che, chiaramente, richiede un impegno sempre più intenso da parte di tutti”.

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