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24 Gen 2022

Forte terremoto in piena notte, paura nel Catanese

SiciliaForte terremoto in piena notte, paura nel Catanese

CATANIA – Paura nella notte a Catania. Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 è stata avvertita chiaramente dalla popolazione alle 3.19.
Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Viagrande e Trecastagni.
Crolli si registrano in alcuni centri alle pendici dell’Etna, a cominciare da Fleri, frazione di Zafferana, e nell’Acese, in particolare a Santa Venerina, dove la scossa ha provocato la caduta di calcinacci e di una statua della Madonna del campanile della chiesa del Sacro Cuore.
Lesioni in abitazioni si segnalano nella zona di Lavinaio e a Santa Maria La Stella, frazione marinara nella Timpa di Acireale.
Gente strada, soprattutto famiglie con bambini piccoli, un po’ ovunque nei paesi vicini all’epicentro e anche in città. Il sisma è stato avvertito pure a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano.
Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande ‘energia’ e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico.
Dalla mezzanotte sono state almeno sette le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate sull’Etna, tra cui una di magnitudo 3.3 all’01:09 con epicentro 4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio.
SCOSSE A NATALE – Altri due eventi sismici, di magnitudo 3.4 a Biancavilla e di magnitudo 2.5 ad Adrano, erano stati registrati ieri dall’Ingv nel territorio etneo. L’Etna da due giorni ha ripreso l’attività.
Quattro scosse sono state invece registrate nell’Ennese: due a Centuripe e due a Regalbuto. A Centuripe alle 14.39 la scossa è stata di magnitudo 2.7.
STROMBOLI ATTIVO – Dunque l’Etna si risveglia e lo Stromboli, nelle Eolie, risponde confermando il collegamento tra i due vulcani siciliani, come dichiarato dal vulcanologo catanese Salvatore Caffo.
Lo Stromboli ha ripreso la sua attività caratterizzata dal lancio di lapilli e dopo una riunione il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio di livello di allerta da “verde”, che corrisponde all’attività ordinaria, al livello “giallo” e la conseguente attivazione della fase operativa di “attenzione” secondo quanto previsto dal piano nazionale di emergenza per l’isola di Stromboli.
“La valutazione – sottolinea la Protezione civile – è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dall’Ingv e dal Dipartimento scienza della terra dell’università di Firenze. L’innalzamento del livello determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative”.

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