“In Sicilia false primarie del Pd”: Piccione si ritira e lascia Faraone da solo

L'ex candidata: "Sono le elezioni del partito renziano, non di quello democratico". Ora la commissione può annullare la giornata del voto 

PALERMO – “Quelle di domenica, in Sicilia, saranno le primarie fondative del partito di Renzi e non le primarie del Partito democratico. Per questa ragione ritiro la mia candidatura”. L’annuncio di Teresa Piccione lascia un unico candidato alla segreteria regionale del Pd siciliano, il renziano Davide Faraone.
Ora sarà la commissione regionale per il congresso a stabilire se annullare o celebrare ugualmente le primarie del 16 dicembre. A riunire la commissione sarà Fausto Raciti, che la presiede.
“La maggioranza renziana – aggiunge la Piccione motivando la sua scelta – ha impedito lo svolgimento dei congressi dei circoli e delle federazioni provinciali, mortificando il libero dibattito degli iscritti e degli elettori e la loro partecipazione. Non intendo concorrere a false primarie senza regole, soprattutto dopo manifestazioni e segnali evidenti, e inquietanti, della partecipazione di uomini estranei al Partito democratico, che inquinerebbero irrimediabilmente il risultato elettorale del congresso”.
Contro di lei si schierano i parlamentari regionali del Pd all’Ars Luca Sammartino, Michele Catanzaro, Nello Dipasquale, Francesco De Domenico, Luisa Lantieri e Giovanni Cafeo: “Nelle ultime settimane – dichiarano – Teresa Piccione, anziché favorire il dibattito, ha preferito alimentare le contrapposizioni in alcuni territori, permettendo lo svolgersi dei congressi provinciali nonostante non fosse possibile e a confermarlo è dovuta intervenire, fermandoli, la commissione nazionale di garanzia del Pd che, quindi, ha dato ragione a Faraone. Piccione, dunque, invece di ritirarsi e tentare di cercare una sintesi ha preferito ‘avvelenare i pozzi’: forse quando si è resa conto che, mentre il consenso nei confronti di Faraone cresceva giorno dopo giorno, così non era nei suoi confronti e prevedendo una sonora sconfitta ha optato per le offese e le accuse infondate”.
“Ritirarsi da una competizione di questo tipo – continuano – è assolutamente legittimo, ma diventa scorretto quando lo si fa con l’unico obiettivo di denigrare l’avversario. Stigmatizziamo questo comportamento lesivo e dannoso per tutto il Partito democratico”.

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