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Trapani, mazzette al Genio civile
Arrestati due funzionari: sono accusati di aver intascato tangenti in cambio di pareri su progetti di lottizzazione, 1.000 euro a pratica. Per incastrarli intercettazioni e riprese: uno dei due trascorreva gran parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania


TRAPANI - La polizia di Stato ha arrestato due funzionari del Genio civile di Trapani perché accusati di aver intascato tangenti. Si tratta di Giuseppe Caccetta, 52 anni, dirigente tecnico-geologo presso il Genio civile di Palermo e Trapani, e Antonino Pizzo, 55 anni, funzionario amministrativo presso il Genio civile di Trapani.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del tribunale trapanese su richiesta della Procura. L'accusa per i due funzionari è di concussione plurima aggravata in concorso, avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a consegnare somme di denaro in cambio del rilascio dei pareri per progetti e piani di lottizzazione, in particolare per la realizzazione di un insediamento turistico termale da realizzarsi a Mazara del Vallo e Calatafini-Segesta.

Intercettazioni telefoniche e ambientali negli uffici del Genio civile di Trapani, dove i due indagati lavoravano, hanno consentito di acquisire conferme al quadro probatorio, consentendo di evidenziare, con riprese video, la consegna di somme di denaro, per due distinte condotte di concussione consumate, riferite a due diversi progetti sottoposti al parere del Genio civile, entrambe concluse. A margine della vicenda, le riprese hanno accertato anche come uno degli indagati trascorresse gran parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania.

Antonino Pizzo e Giuseppe Caccetta avrebbero preteso mille euro per ogni pratica, minacciando gli utenti che si rifiutavano di ostacolare le loro richieste. In particolare Pizzo, capo dell'ufficio ragioneria, si sarebbe attivato per indirizzare le pratiche al geologo Caccetta. Quest'ultimo avrebbe assunto un atteggiamento vessatorio, lamentando un sovraccarico di lavoro.

Inequivocabili le frasi intercettate dagli investigatori. "Sono deluso dal tuo comportamento - dice Pizzo a una delle vittime - mi sarei aspettato che lasciassi almeno 100 o 200 euro ai ragazzi dell'ufficio impegnati nelle pratiche...". E Caccetta rincara la dose: "Tu mi devi chiedere scusa in ginocchio. Sei tu che hai bisogno di me, non io che ho bisogno di te. Se io voglio sono capace di trovare la scusa per bloccare le tue pratiche non solo 60 giorni ma sei mesi anche sei anni".

Riferendosi ai rischi del mestiere il geologo dice di non avere paura di "poliziotti, carabinieri, giudici: ci sono passato da queste cose e so come affrontarle, non sono mai riusciti a fottermi". Un avviso di garanzia e decreto di perquisizione personale è stato notificato anche a Daniela Domenica Maria Guastella, 41 anni, di Marsala: è indagata per riciclaggio avendo compiuto - secondo gli inquirenti - operazioni bancarie in modo da ostacolare l'individuazione della provenienza di una tangente ottenuta da Pizzo.

22/05/2009


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