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martedì, 21 novembre 2017

Pubblicato: 08/04/2009

Naufragio a Lampedusa, tre dispersi

Un peschereccio di Mazara del Vallo ha caricato a bordo una sessantina di extracomunitari affondati in altro mare, alcuni di loro mancherebbero all'appello. Il comandante: "Hanno tentato di aggrapparsi alle cime, poi il caos. Urlavano disperati"

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Sarebbero tre, due uomini e una donna, i migranti dispersi nel Canale di Sicilia durante le operazioni di soccorso di un barcone con una settantina di persone a bordo. Lo hanno riferito i superstiti, tra i quali vi sono 14 donne, due delle quali in stato di gravidanza, che in questo momento si trovano a bordo di una motovedetta della Guardia di Finanza.

L'unità sta facendo rotta verso Lampedusa. Gli extracomunitari, che sono assistiti da un medico, sarebbero tutti in buone condizioni di salute. Secondo una prima ricostruzione il barcone sul quale viaggiavano si sarebbe parzialmente rovesciato nel corso delle concitate operazioni di soccorso da parte dell'equipaggio di un motopesca della flotta di Mazara del Vallo, il Cesare Rustico.

Una decina di persone finite in mare sono state subito recuperate, tranne i tre dispersi che mancano ancora all' appello. Nelle ricerche, coordinate dalla centrale operativa della Capitaneria di porto di Palermo, sono stati impegnati un aereo della Guardia di Finanza e tre motovedette, una delle Fiamme Gialle e due della Guardia Costiera.

Le operazioni, che si sono svolte in un raggio di circa sette miglia dal luogo del naufragio, avvenuto a 35 miglia a Sud di Lampedusa, non hanno però dato alcun esito.

"Erano disperati, urlavano, chiedevano aiuto. Non appena hanno visto il nostro peschereccio la loro carretta in legno ci ha affiancati di poppa. Io ho ordinato immediatamente di fermare i motori. Alcuni di loro hanno tentato di aggrapparsi alle cime ed è stato il caos. La loro barca si è rovesciata. Tutto si è consumato in pochi secondi". Paolo Poliotti, 52 anni, comandante del peschereccio Cesare Rustico di Mazara del Vallo ricostruisce così, via radio, l'ennesimo naufragio nel Canale di Sicilia.

"Quando abbiamo visto capovolgersi la barca - racconta il comandante - abbiamo lanciato i salvagente in acqua per cercare di recuperare i naufraghi. I superstiti ci hanno detto che mancavano all'appello tre di loro, due uomini e una donna".

"Abbiamo dato loro da bere e da mangiare. Erano impauriti, alcuni stavano male dopo essere caduti in mare. Non parlavano", conclude il comandante Poliotti che dopo avere affidato i migranti alla motovedetta ha ripreso la battuta di pesca con i suoi otto uomini di equipaggio.




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