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sabato, 21 ottobre 2017

Leanza e Sudano stanno a guardare
Le strategie di Articolo 4 -

Luca Ciliberti / 
Verso le amministrative. Il nuovo partito non scioglie il nodo dell'apparentamento a Catania e tiene sulla corda Bianco e Stancanelli. I due leader di Art. 4 temporeggiano qualche giorno per riflettere, ma prende corpo l'ipotesi Caserta. Pronta una lista con una quindicina di "nomi forti". Il retroscena

La coppia Lino Leanza - Mimmo Sudano non sceglie e rimanda tutto di qualche giorno, tenendo sulle spine Bianco e Stancanelli, lasciando la porta aperta al professore Caserta. L'ex capogruppo Udc all'Ars, alle 17 del 4 maggio, ha presentato a Catania il suo nuovo partito, “i movimenti li lasciamo fare ad altri” in un teatro Abc gremito per l’occasione. “Una riunione organizzata in pochissimi giorni” per una formazione politica nata a ridosso delle elezioni amministrative in Sicilia.

Ed è proprio la scadenza elettorale a tenere alta l’attenzione sui movimenti di Articolo 4. Gli accordi e le alleanze che sembravano blindate, oggi sono tutte in discussione. “Alla Regione appoggiamo Crocetta ma non siamo nella coalizione, al Comune sceglieremo entro pochi giorni con chi apparentarci – spiega Leanza – c’è un discorso avviato con Bianco, ma il dialogo è aperto anche con Caserta e Stancanelli".

Se quello con Bianco era un patto legato prevalentemente al rispetto dei rapporti e dell'allenza tra Udc e Pd in chiave regionale, con Stancanelli, invece, c'è un'affinità di appartenenza ideologica, che riguarda soprattutto l'estrazione della maggior parte dei deputati regionali etnei (Sudano, Sammartino, Nicotra) che hanno aderito al progetto.

Mediazione, attesa e contrattazione. L’impressione è che Leanza prenda tempo per capire fino all’ultimo da che parte schierarsi per non rimanere schiacciato. Lo scenario politico a Catania è in evoluzione: Caserta non è più uno sconosciuto e secondo le ultime analisi sta raccogliendo consensi crescenti, tanto che il già alto 6-7% del quale è accreditato potrebbe crescere ancora. I grillini restano un’incognita: il voto di protesta non è quantificabile e le dinamiche delle amministrative sono differenti dalle elezioni politiche e regionali. Ma, attualmente, nessuno può escludere che il M5s ripeta gli ultimi exploit elettorali. Se così fosse, sembra difficile che dalle urne possa uscire il nome del sindaco al primo turno, al di là di chi, tra Bianco e Stancanelli, riesca ad accumulare più voti.

Davanti alla prospettiva di un ballottaggio tra i due, dunque, non è da scartare a priori una convergenza di Leanza sul nome di Caserta, il professore vicino alla società civile, indipendente e slegato dagli interessi di partito. “Siamo liberi – ha ripetuto più volte Leanza dal palco – dentro Articolo 4 ci sono sei deputati regionali (Totò Lentini, Raffaele Pippo Nicotra, Paolo Ruggirello, Luca Sammartino nominato capogruppo e Valeria Sudano vicecapogruppo), una cosa che abbiamo acquisito è la nostra libertà di fare delle scelte nell’interesse generale, che faremo solo insieme alla gente e ai nostri amici, con l’unico comune denominatore che sarà l’interesse della collettività”.

Sbagliare il candidato significherebbe perdita di rappresentatività, un colpo ferale per qualsiasi nuova realtà politica. Puntare solo sul “rosso” o sul “nero” ridurrebbe il rischio. Persino di fronte a un inatteso boom del M5s. Nel frattempo, da alcune indiscrezioni, trapela che sia già pronta la lista Articolo 4 al Comune, ci saranno dentro una quindicina di “nomi forti” capaci di aggregare decine di migliaia di voti e pronti a correre alla pari senza indicazioni di vertice. All’interno del gruppo, le previsioni più pessimistiche puntano al 10% dei voti di lista, una percentuale che al ballottaggio diventerebbe realmente l’ago della bilancia determinate per l’elezione del nuovo sindaco di Catania.




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