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martedì, 28 giugno 2016

Sciacca: "Gli inquinanti sono quasi a zero"


SIRACUSA - Risultati nel processo di miglioramento della qualità dell’aria in quasi 50 anni di industrializzazione; e risultati da raggiungere soprattutto nel campo del monitoraggio, della trasparenza e della comunicazione con un territorio traumatizzato a causa delle errori del passato. Il professor Salvatore Sciacca, presidente del Cipa, ha risposto alle nostre domande a margine della presentazione del rapporto “Qualità dell’aria 2012”.

Qual è la novità che salta maggiorente agli occhi nel rapporto presentato quest’anno?

«Gli inquinanti classici sono quasi a zero. Si comincia perfino a pensare di non monitorarli più. Non c’è più anidride solforosa, uno dei principali spauracchi per quest’area fino agli Anni 80. Poi, grazie a prelievi effettuati negli ultimi quattro anni con i metodi più sofisticati possibile, abbiamo riscontrato
l’abbattimento di tutti i metalli pesanti».

A cosa è dovuta questa inversione di tendenza che si registra già da qualche anno?

«Innanzitutto a tecniche di trattamento dei fumi più precise e sofisticate, da parte delle aziende, si pensi che negli ultimi 4 anni sono stati investiti 2 miliardi e mezzo di euro per l’abbattimento degli inquinanti».

E dal punto di vista del monitoraggio cosa è cambiato?

«Noi che siamo un ente di autocontrollo abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione con gli enti di controllo (Arpa e Provincia) avanzato, dal punto di vista tecnico: il controllo è continuo con la rete Arpa, Cipa, Enel e Provincia».

Cosa si può fare per migliorare la qualità ambientale anche in futuro?
«Un ulteriore salto di qualità nella comunicazione e nei rapporti con le associazioni ambientaliste. Le abbiamo invitate nella nostra sede per individuare gli obiettivi comuni a breve, medio e lungo termine. Abbiamo chiesto suggerimenti per una comunicazione dei dati in tempo reale».

Legambiente ha accettato a patto sia sempre un ente pubblico a coordinare le iniziative.

«L’importante è che si giunga a una verità scientifica della situazione. Né minimalismi e né catastrofismi».

Articolo pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano La Sicilia




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