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giovedì, 21 settembre 2017

Crolla la borsa -4,89%, lo spread schizza a 343 punti


MILANO - Dopo lo tsunami elettorale del Movimento 5 Stelle si è puntualmente presentata la tempesta perfetta in Piazza Affari. Il listino è crollato del 4,89% a 15.552 punti, bruciando 17 miliardi di capitalizzazione, tra scambi brillanti, per 3,75 miliardi di euro di controvalore, superiori al dato già notevole della vigilia. Le vendite hanno colpito l'intero paniere, con particolare intensità però sul comparto bancario, ma non solo. È stata infatti presa di mira anche l'intera squadra delle partecipate dal Tesoro, da Enel ad Eni e Finmeccanica, mentre hanno fatto eccezione alcuni titoli più esposti all'estero, come Pirelli, Prysmian e Diasorin. Schizza in alto anche lo spread. Il differenziale tra Btp e Bund, al momento della chiusura delle contrattazioni di Borsa è salito a 343 punti, dopo aver terminato ieri a quota 293.

TERREMOTO BANCARIO
. Per gli istituti di credito è stato un vero e proprio sisma, con cali che vanno dal 10,47% di Banco Popolare e dal 10,27% di Mediolanum al 9,07% di Intesa Sanpaolo, su cui la Consob ha anche posto il divieto di vendite allo scoperto, avendo superato in giornata il 10% di variazione. Un provvedimento che ha interessato anche Carige (-7,8%). Sotto torchio Unicredit (-8,46%) e Mediobanca (-8,64%), che ha diffuso i dati semestrali nel giorno meno indicato, mentre Bpm ha lasciato sul campo il 5,72%.

SPRINT PIRELLI. Vero e proprio sprint di Pirelli (+2%) e della controllante Camfin (+4,89%). Il titolo della Bicocca, secondo un operatore  di borsa, ha tratto vantaggio dal fatto di essere meno esposto al rischio paese insieme a Diasorin (+0,11%) e Prysmian (-1,26%), positiva per gran parte della seduta.

CHI SALE E CHI SCENDE. Pochissimi i titoli che si sono mossi controcorrente. Tra queste Olidata (+0,04%) dopo i preliminari di fine esercizio, che hanno visto il ritorno dell'utile. Hanno limitato il Tod's (-1,02%), Parmalat (-1,08%), Impregilo (-0,85%) e Campari -1,1%), mentre sono scivolate Enel (-5,84%), Eni (-3,02%) e Finmeccanica (-3,92%). In forte calo Telecom (-7,26%), congelata anche per eccesso di volatilità. Pesanti Mediaset (-5,64%) e Fiat (-3,43%).




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