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martedì, 21 novembre 2017

Pubblicato: 10/01/2013

Aimeri: "Ci costituiremo parte civile"


CATANIA - La Aimeri Ambiente, con riferimento all'inchiesta Nuova Ionia della Procura di Catania, dichiara "la più totale estraneità rispetto alla vicenda, considerandosi con tutta evidenza parte lesa ed annunciando la propria costituzione in giudizio come parte civile".

L'azienda precisa, inoltre, che "le persone colpite dai provvedimenti giudiziari sono dipendenti ed ex dipendenti con mansioni di secondo piano e che comunque risponderanno personalmente dei reati per i quali sono accusati, alcuni reati addirittura completamente estranei all'attività svolta dalla società".

"Infine - si legge in una nota - si evidenzia che l'equivoco sul presunto coinvolgimento dell'azienda, diffuso erroneamente da alcune fonti di informazione, comporta già da ora un danno gravissimo per Aimeri ambiente che si riserva di agire per la piena tutela dei propri diritti e della propria immagine". La società Aimeri Ambiente si dice "pronta a garantire, come sempre, la massima disponibilità a collaborare con le Autorità competenti per fare luce sulle gravi vicende di cui ancora, tuttavia, non conosce nel dettagli i particolari".

La Aimeri Ambiente, con una successiva nota, è intervenuta sul tema delle procedure di assunzione del personale. "Ogni qualvolta la società si aggiudica una commessa - precisa - è obbligata per legge(Art.6 del Cnl di settore) a assumere tutto il personale dipendente in forza alle aziende cessanti che precedentemente effettuavano il medesimo servizio. Ne consegue che anche l'assunzione di tutto il personale relativo alla commessa Ato CT1 (Joniambiente), compresi i dipendenti oggetto di misure restrittive, ha seguito, nè poteva essere diversamente, la descritta procedura di legge".

"Si precisa, inoltre - si sottolinea dalla società - che Roberto Russo rivestiva la mansione di capo squadra, figura quindi di secondo piano, e non responsabile operativo o direttore del personale come è stato erroneamente detto. Gli altri dipendenti coinvolti svolgevano mansioni di operatore ecologico-autista".

"Si evidenzia che ogni successiva assunzione eventualmente resasi necessaria - osserva l'azienda - è stata anticipata, da parte della Società, da una preventiva dettagliata comunicazione contenente le generalità del candidato inviata alla prefettura di Catania nel rispetto del protocollo di legalità da sempre adottato da Aimeri Ambiente; questo anche per ovviare all'impossibilità legale di chiedere ai competenti uffici, ovvero di pretendere direttamente dall' interessato, la certificazione antimafia. L'azienda non risponde, ne può rispondere, dell'operato doloso dei propri 4000 dipendenti e sulla base di tutto quanto sopra - conclude la nota - è ferma intenzione della società costituirsi in giudizio come parte lesa per vedersi riconosciuti i danni subiti ivi compreso quello di immagine derivante dai molteplici servizi giornalistici trasmessi sui media locali e nazionali".




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