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giovedì, 27 aprile 2017

Pubblicato: 07/11/2012

Caso Scarpinato, il Csm archivia

Nessun provvedimento contro il pg di Caltanissetta per le dichiarazioni durante la commemorazione della strage di via D'Amelio. Il procuratore aveva definito imbarazzante la presenza tra le autorità di "personaggi equivoci"

ROMA - Il Plenum del Csm ha votato a favore dell'archiviazione, come richiesto dalla Prima commissione, della pratica relativa alle dichiarazioni fatte il 19 luglio scorso dal procuratore generale presso la Corte di appello di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, in occasione della cerimonia pubblica per i 20 anni dalla strage di via D'Amelio.

Astenuti i laici del centro destra e della Lega, oltre che il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, poiché - come ha motivato lui stesso durante le dichiarazioni di voto - presso il suo ufficio "pende un provvedimento predisciplinare che ha a oggetto la lettera di Scarpinato".

Nel suo intervento, nella forma di una lettera ideale indirizzata a Paolo Borsellino, Scarpinato aveva tra l'altro definito 'imbarazzante' la presenza tra le autorità di "personaggi dal passato e dal presente equivoco". "Toni di inusitata aggressività, che travalicano ogni possibile emozione", secondo il laico del Pdl Nicolò Zanon (poi astenutosi nel Plenum), che in Prima commissione, competente dei trasferimenti d'ufficio, aveva sollevato la richiesta di apertura di una pratica.

Nel corso del dibattito, che si à allungato fino alla ripresa del plenum nel pomeriggio, l'altro laico di centrodestra Bartolomeo Romano, annunciando la sua astensione, ha premesso che "mi sembra troppo procedere a un trasferimento, ma mi sarei aspettato che dal Csm ci fosse un invito a moderare le parole. Scarpinato indica fumosamente ma in modo minaccioso la presenza di alcuni personaggi, ma le accuse, specie quando vengono da un magistrato, non devono essere generiche".

Il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, premettendo di essere "d'accordo sull'archiviazione per l'eccezionalità del fatto e la particolarità dell'evento che non implicano ripercussioni sulle funzioni giudiziarie", sottolinea: "Ho trovato in qualcuno dei passaggi del discorso di Scarpinato un clima di sospetto indiscriminato nei confronti non si capisce di chi. Quando si sospetta in modo indiscriminato e generico non si fa opera di educazione", e ha per questo messo in guardia dal "pericolo di una sfiducia generalizzata".

Di opinione diversa Paolo Carfì, togato di Area, il cartello di sinistra delle toghe: "Scarpinato non ha lanciato generiche accuse, ma sottolineato fatti storicamente inoppugnabili, e per fortuna ci sono magistrati che conservano questo senso morale". Per il laico del centro sinistra Glauco Giostra, è stata "inopportuna l'apertura della pratica, non dobbiamo seguire la grancassa mediatica".

Secondo uno dei relatori della pratica (assieme a Mariano Sciacca), il togato Francesco Vigorito "le cose che ha detto Scarpinato sono quelle che tutti sappiano, che fanno parte della storia d'Italia e cui come cittadini ci opponiamo". A sostegno di Scarpinato era stata promossa una lettera appello firmata da 500 magistrati, e conto l'apertura della pratica, in luglio, si era pronunciata anche l'Anm.




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