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domenica, 26 marzo 2017

Catania, per il Comune un debito di 22 milioni

Mazzata per un contenzioso del 1989 sull'acquisto di alloggi a Librino. L'assessore al Bilancio: "O paghiamo nuovamente tutti gli immobili o li restituiamo. Ma nelle case abitano 138 famiglie"

CATANIA - Un debito fuori bilancio da 22 milioni di euro, maturato per acquisti di immobili da parte dell'ente nel 1989, riconosciuto da un tribunale, rischia di costringere il Comune di Catania a ricorrere alla norma che permette di attingere dal fondo di rotazione, sospendere i decreti ingiuntivi e pagare i creditori in cinque anni.

La vicenda, riportata dal nostro quotidiano, comincia nel 1989, quando il Comune compra 138 alloggi, 110 autorimesse, 65 cantine e 12 posti auto, nel rione Librino per fare fronte all'emergenza sfratto. Il Comune paga, in lire, l'equivalente di 5,8 milioni di euro, il 90% dell'importo complessivo, impegnandosi di versare il restante 10%, circa 650 mila euro, nel 2004.

Ma al momento del saldo l'ente non paga e apre un contenzioso con l'impresa per il residuo, ma perde. Il tribunale condanna il Comune non soltanto al risarcimento dei danni che per i 650 mila euro non versati è di 5,2 milioni, ma ritiene il contratto di vendita insoluto, anche se solo del 10%, e dispone la restituzione di tutti gli immobili.

"Adesso - spiega l'assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi - o paghiamo nuovamente tutti gli immobili o li restituiamo. Ma le case sono abitate da 138 famiglie, e alcuni degli inquilini hanno riscattato l'appartamento, comprandolo ed è di loro proprietà. Quindi nel bilancio 2012 noi dobbiamo prevedere 22 milioni di ulteriori debiti tra quota del 10% da corrispondere e nuovo acquisto". Contro la sentenza esecutiva del tribunale il Comune ha annunciato ricorso.




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