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mercoledì, 26 luglio 2017

Pubblicato: 06/10/2012

Bollette, aumenti senza sosta

Confesercenti: continuano i rincari per le tariffe pubbliche, dal 2007 a oggi le famiglie italiane hanno pagato 350 euro in più. Catania tra le città più economiche per l'acqua, Enna tra le più costose

ROMA - I rincari delle tariffe per acqua, rifiuti, luce, gas e trasporti pubblici incidono sempre più sui bilanci della famiglie. Se nel 2007 una famiglia spendeva in un anno circa 1.486 euro per i cinque servizi pubblici più rilevanti, nel 2012 ne spende 350 euro in più, vale a dire 1.840 euro. Il calcolo è della Confesercenti.

Nel solo mese di ottobre, gli aumenti di luce e gas comporteranno un ulteriore esborso di 15 euro per nucleo familiare. In dettaglio, la lista dei rincari è così suddivisa: 33 euro in più per i rifiuti, 54 euro per l'acqua potabile, 35 euro per i trasporti locali, 66 euro per l'energia elettrica e 165 euro per il gas domestico. Dal 2007 al 2011 la corsa all'aumento delle tariffe ha segnato +18% a fronte di un aumento dei prezzi al consumo del 10%.

Secondo lo studio Confesercenti, dall'inizio della crisi oltre un punto percentuale della spesa delle famiglie è stato assorbito dai rincari delle tariffe dei servizi pubblici locali. Si tratta di circa 8,4 miliardi in gran parte sottratti ai consumi. "Le tariffe corrono e le famiglie arrancano - commenta Confesercenti - L'aumento colpisce duramente i redditi già in affanno, e penalizza ancora i già deboli consumi degli italiani. Sottrarre in tempi di crisi 8,4 miliardi alle famiglie, senza ridurre la pressione fiscale, comporta la chiusura di tante imprese e la crescita della disoccupazione".

"Occorre fermare questa spirale: con un piano energia di forte impatto. Ma regioni ed enti locali - prosegue la Confederazione - devono mettere ordine nell'intollerabile giungla di municipalizzate e soprattutto mettere un argine a ogni spreco e clientelismo di cui sono piene le cronache di questi tempi. Non si può fare a meno di un intervento fiscale entro l'anno a sostegno di imprese e famiglie: ormai questa è la vera emergenza".

Vi sono poi forti differenze tra zone geografiche: per il servizio idrico ad esempio una famiglia di tre persone con un analogo consumo può spendere da 75 euro a 486 euro a seconda di dove abita. Le città più economiche per l'acqua sono Milano, Catania e Roma; quelle più costose Ferrara, Enna e Pisa.

Napoli - paradosso - risulta insieme a Asti e Carrara tra le città più care per la raccolta rifiuti, che può variare da 120 euro fino a 535 euro). Consumare gas è più costoso a Roma, Viterbo e Catanzaro (fino a 1.180 euro). Forniture più economiche a Milano, Potenza (993 euro). La Coldiretti parla di "stangata da record che mette a rischio la competitività il rincaro del 26,2% dell'energia elettrica a carico delle imprese". La Cia calcola che "quasi il 20% dello stipendio se ne va in bollette. Non si può più aspettare: il governo affronti il nodo tariffe".




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