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sabato, 30 luglio 2016

Niscemi, sequestrato il Muos
"Violava il vincolo paesaggistico"

Il provvedimento del gip dopo anni di proteste. La stazione radio delle forze armate americane si trova in una riserva naturale, 5 gli indagati. "Ma nessuno è statunitense", dice il procuratore

NISCEMI (CALTANISSETTA) - Il Muos, la stazione radio delle forze armate Usa, costruita in una riserva naturale a Niscemi (Caltanissetta), è stato sequestrato dalla magistratura per violazione delle leggi sull'ambiente. Oggetto del sequestro sono stati l'area e gli impianti del sistema di comunicazioni 'Mobile usaer objective sistem' di contrada Ulmo.

Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Procura di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011. La stazione radio si trova nella riserva naturale Sughereta di Niscemi, area a inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario. "La realizzazione del Muos viola il vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta di una riserva naturale", ha affermato il procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano.

"Anche le costruzioni di carattere militare nel nostro sistema giuridico - ha spiegato il magistrato - devono sottostare alla tutela dei beni culturali. La Procura di Caltagirone non procede nei confronti di alcun cittadino statunitense ma nei confronti di italiani, perché i rapporti con gli Stati Uniti sono trattati da regole di diritto internazionale".

Secondo quanto si è appreso, nel fascicolo ci sarebbero cinque persone indagate per il reato di violazione dell'art. 181 del testo unico sui beni culturali che sanziona "l'esecuzione di lavori e manufatti insistenti su beni paesaggistici". Non ci sarebbero tra loro pubblici ufficiali né amministratori. La costruzione del sistema Muos gestito dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta, come dimostrerebbero consulenze tecniche e acquisizione di atti e documenti nella Regione siciliana.

Il Muos è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione proprio in Sicilia, a Niscemi. L'impianto integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l'obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare.

L'installazione nell'area di Niscemi è stata al centro di numerose proteste di residenti, rappresentanti locali e associazioni ambientaliste. Il provvedimento del gip precede di poche ore la manifestazione nazionale di protesta contro l'installazione del sistema radar organizzata dal movimento 'NoMous', prevista per oggi pomeriggio davanti alla riserva naturale di contrada Ulmo.

La vicenda sui possibili danni per l'ambiente e per la salute umana provocati dalla realizzazione del Muos fu sollevata nel 2007 dal senatore di Insieme con l'Unione, Mauro Bulgarelli, che presentò un'interrogazione al ministro della Difesa dopo un'inchiesta di Rainews24.

Solo un anno dopo il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, chiese l'intervento dell'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) per capire se l'installazione della nuova stazione di controllo terrestre delle forze armate degli Stati Uniti, può provocare danni ambientali o alle persone. Da allora cominciòa formarsi un vasto movimento d'opinione che si è espresso contro l'installazione delle enormi parabole militari a Niscemi e che ha portato alla nascita del "no Muos". In questi anni si sono svolte numerose manifestazioni e marce contro l'impianto.

Nell'ottobre dell'anno scorso il Tar di Palermo respinse il ricorso del Comune di Niscemi che chiedeva la sospensiva per bloccare i lavori di installazione del Muos dopo il "sì" della Regione. Il sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino si appellò al Cga ma anch'esso respinse il ricorso.




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