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giovedì, 27 aprile 2017

Immobili regionali, al via la dismissione

Presentato un elenco con 68 beni di proprietà della pubblica amministrazione. Armao: "Si tratta solo del 10% complessivo e saranno venduti senza intermediari, utilizzando procedure di evidenza pubblica"

PALERMO - "Con le risorse che arriveranno dal piano di dismissioni di certo non intendiamo pagare stipendi, ma realizzare investimenti che possono rilanciare l'economia ed abbattere l'indebitamento. Abbiamo presentato un piano con 68 immobili tra beni di proprietà regionale e beni di proprietà di Enti o Aziende sottoposti a valorizzazione". E' quanto riferito dall'assessore regionale per l'Economia, Gaetano Armao, presentando ai giornalisti l'elenco dei beni che saranno dismessi dalla Regione. I beni sono distribuiti in tutte le provincie della Sicilia.

"Si tratta di poco meno del 10 per cento del complesso dei beni di proprietà della Regione, ma è un passaggio significativo, poichè - ha aggiunto - non solo pone la Ragione tra le prime che stanno procedendo nel senso auspicato, anche a livello nazionale dalla Corte dei conti, ma anche perchè ciò avviene direttamente, senza intermediari utilizzando procedure ad evidenza pubblica".

"Grazie alla modifica di una norma regionale del 2004 che attribuiva alla società pubblico-privata costituita dalla Regione (Sicilia patrimonio immobiliare) l'esclusiva in tal senso, - ha chiarito- la Regione può adesso operare direttamente sul mercato immobiliare".

L'assessore ha poi spiegato che la dismissione del patrimonio immobiliare "risponde ad una strategia di razionalizzazione di risorse. Infatti, oltre alla riduzione dell'indebitamento, consentendo di finanziare in modo alternativo gli investimenti, comporta anche un beneficio in termini di contenimento della spesa corrente, poichè i costi della gestione degli immobili affidati al pubblico sono particolarmente elevati, intorno al tre per cento, da due a tre volte superiore ai costi dei privati".

Nella stessa conferenza stampa è stato presentato il piano di dismissioni dell'Ast (Azienda Siciliana Trasporti), riguardante alcuni immobili siti a Caltagirone, Trapani, Siracusa, Sortino, Modica e Ragusa, per un valore complessivo di 5.222.758.
"Tutto il ricavato della vendita di immobili non più strumentali all'esercizio - ha spiegato il presidente dell'Ast Dario Lo Bosco - sarà reinvestito per il rinnovo del parco veicolare circolante".

L'elenco presentato oggi contiene immobili in maggior parte disponibili e non suscettibili di utilizzo per fini istituzionali, (come ad esempio ufficio o depositi) alcuni inutilizzati ed altri in uso a enti pubblici o privati per attività sportive, didattiche, sociali, commerciali.

Tra i beni contenuti in questo primo avviso vi sono tra gli altri il palazzo dei congressi di Agrigento (valutato 12 milioni di euro), l'ex ospedale di Sciacca, le centrali ortofrutticole di Paternò e Catania, il Cres di Monreale (8 milioni), la Fattoria Sole di Catania e l'ex centrale del vino di Aci Castello. "Tutti gli immobili saranno venduti a corpo e non a misura, nei lotti indicati, da aggiudicarsi separatamente - afferma una nota -, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano".




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