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martedý, 22 agosto 2017

Pubblicato: 05/09/2012

La rabbia dei prof precari a Roma

Da ieri presidio a oltranza dei docenti contro il nuovo concorso annunciato dal ministro Profumo. Si tenta di bloccare la presentazione del bando prevista per il 24 settembre e bollato come "operazione mediatica". Anief: "Ingiusto e illusorio, trattati da semplici impiegati senza titoli"

ROMA - Da ieri a Roma, davanti al ministero dell'Istruzione, è presente un presidio a oltranza di insegnanti precari per protestare contro il concorso per nuovi docenti annunciato dal ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Un concorso, spiega il senatore Mario Pittoni, capogruppo Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, che "pretenderebbe di "svecchiare" la scuola utilizzando le regole vetuste del 1998. È evidente che qualcosa non quadra. Si sente odore di operazione mediatica; giusto per poter affermare che il Governo riavvia il sistema dei concorsi", ha aggiunto Pittoni, annunciando per domani la sua partecipazione al presidio.

Per Pittoni, "il nuovo (vecchio!) concorso va quindi fermato. E il primo obiettivo è quello di far "saltare" la presentazione del bando prevista per il 24 settembre prossimo. Operazione non impossibile, visto che pare ad esempio non ci sia ancora il via libera del ministero dell'Economia e delle Finanze. Il cui ok, peraltro, ci lascerebbe alquanto sconcertati trattandosi di andare a spendere svariato milioni di euro (che si potrebbe impiegare per potenziare la forza lavoro) per selezionare docenti in buona misura già selezionati e senza neanche disporre di forme aggiornate e omogenee di selezione".

Secondo l'associazione sindacale Anief, la "rabbia dei precari della scuola per la decisione del Miur di bandire un concorso pubblico, davvero ingiusto e illusorio, è già altissima. Ad esprimerla sono stati ieri in centinaia davanti al Ministero dell'Istruzione, dove, sotto la pioggia scrosciante, hanno denunciato il lato tragicomico di una procedura selettiva che li vorrebbe nuovamente valutati all'esercizio di una professione che svolgono da anni. Mentre montava la protesta, dentro il palazzo ministeriale i sindacati rappresentativi erano impegnati in un incontro con i vertici del Miur per chiedere informazioni sullo svolgimento di quelle prove concorsuali che ancora prima di essere definite attraverso un bando ufficiale già rasentano la derisione".

"Come altro si potrebbe altrimenti definire un concorso - ha detto Marcello Pacifico, presidente dell'Anief - che costringe i precari della scuola a cimentarsi in una generica prova, come se puntassero ad essere semplici impiegati e non avessero mai superato diversi concorsi su contenuti disciplinari e competenze didattiche? A questo punto, per il nostro sindacato appare inevitabile farci carico di migliaia di denunce alla Commissione Ue per la violazione palese della direttiva 1999/70/CE perché chi ha conseguito un'abilitazione e ha prestato 36 mesi di servizio va stabilizzato. E non umiliato con delle insensate prove sulla comprensione del testo e sulla logica".




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