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sabato, 30 luglio 2016

Pubblicato: 18/08/2012

"Priolo Ŕ come Taranto"

Dopo la vicenda dell'Ilva il sindaco Rizza scrive al ministro Clini: "Inquinamento industriale e mancanza di coscienza ecologica, con l'aggravante del rischio sismico. Anche in Sicilia abbiamo bisogno di aiuto"

PRIOLO GARGALLO (SIRACUSA) - Il loro territorio è stato definito "triangolo della morte" per via degli scempi subiti negli anni, causati dalla massiccia presenza di industrie petrolchimiche e dalla mancanza di coscienza e sensibilità ecologica. E ora prendendo spunto dalla vicenda dell'Ilva di Taranto il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, e l'assessore al Territorio e Ambiente Luciano Gianni, hanno scritto al ministro dell'Ambiente Corrado Clini per invitarlo nel loro comune che "ha forti similitudini con la realtà tarantina - sostengono -, aggravata dall'elevato rischio sismico presente in tutta la Sicilia orientale".

"Le industrie - proseguono - per un verso hanno consentito ampi sbocchi occupazionali, dall'altro hanno comportato massicce emissioni di sostanze inquinanti caratterizzate da particolari nauseabondi odori e strane colorazioni, sversamento continuo di sostanze inquinanti nelle acque della rada di Augusta, interramento di prodotti e scarti tossici di varia natura, solo in parte scoperti a grande distanza di tempo, inquinamento delle falde idriche".

"Nonostante ciò - dicono - anche a causa della particolare crisi occupazionale e di recessione economica che il territorio, assieme all'intera nazione, sta affrontando, non si può correre il rischio di affrontare una ipotetica chiusura degli impianti presenti per fronteggiare i disagi e gli eventuali reati di natura ambientale che, in analogia ai recenti fatti di Taranto, dovessero essere acclarati. Ma è pur vero che non si può permettere o giustificare il perseverare di comportamenti che danneggiano la salute dei nostri concittadini".

Gli amministratori comunali chiedono al ministro "un suo autorevole e determinato intervento, per aiutare la realtà locale a superare le criticità che coniugando opportunamente gli elevati interessi pubblici coinvolti (ambiente, salute, salubrità e sicurezza) con quelli privati del polo industriale, possa consentire il reale miglioramento della situazione ambientale dell'intero territorio, la sicurezza delle infrastrutture produttive, anche sul piano della prevenzione sismica, e il rilancio degli investimenti e dell'economia".




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