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lunedì, 25 luglio 2016

Greenpeace, neri contro le trivelle in Sicilia

Gli attivisti hanno simulato uno sversamento di petrolio sulla bianchissima scogliera di Scala dei Turchi, in provincia di Agrigento. "Non possiamo rischiare un disastro come quello del Golfo del Messico"

AGRIGENTO - Per ricordare a tutti cosa potrebbe succedere alla costa siciliana in caso di disastro petrolifero in mare, questa mattina attivisti di Greenpeace sporchi di petrolio hanno aperto un grande striscione con la scritta "Neri contro le trivelle" sulla bianchissima scogliera di Scala dei Turchi, simulando uno sversamento di greggio nel Canale di Sicilia.

Come denuncia Greenpeace nel rapporto "Meglio l'oro blu dell'oro nero", sono ben ventinove le richieste di autorizzazioni per cercare petrolio, di cui undici già concesse. "Un disastro come quello del Golfo del Messico nel nostro Mediterraneo avrebbe effetti devastanti - ricorda Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia -. Se si iniziasse a trivellare nel Canale di Sicilia, spiagge meravigliose come questa sarebbero messe a rischio e con esse l'economia delle comunità che vivono sulla costa. Dobbiamo fermare subito i piani dei magnati del petrolio, prima che sia troppo tardi".

Con due permessi di ricerca già approvati e cinque nuove richieste di esplorazione, il tratto di mare compreso tra le località di Sciacca e Gela è tra i più esposti agli interessi delle compagnie petrolifere. Delle cinque nuove richieste, due sono in fase finale di autorizzazione: Greenpeace e i comitati locali si sono opposti ad entrambe presentando delle osservazioni al Ministero dell'Ambiente, ma l'esito dei procedimenti non è ancora noto.




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