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martedý, 31 maggio 2016

Coste inquinate, condanna Ue
per 57 comuni siciliani

Goletta Verde: punito il mancato adeguamento alla direttiva comunitaria sulla depurazione delle acque reflue. Legambiente assegna tre bandiere nere ad altrettante societÓ dell'Isola

PALERMO - Cinquantasette comuni siciliani sono stati condannati dalla Corte di giustizia europea per mancato adeguamento alla direttiva comunitaria sulla depurazione delle acque reflue e litorali fortemente inquinati, come quello di Vergine Maria, a Palermo o in Contrada Ligabue a Capo d'Orlando (Me), e ancora presso la foce del Fiume Alcantara, in località San Marco a Calatabiano (Me).

Sono solo alcuni dei risultati presentati da Goletta Verde questa mattina in conferenza stampa a Palermo e condotti dall'equipe dei biologi di Legambiente, che ha anche assegnato tre bandiere nere alle società Isab di Priolo, Caltaqua (che gestisce il servizio idrico di Caltanissetta, per il depuratore di Gela) e alla SAI8 per la gestione del depuratore di Siracusa.

"La fotografia scattata da Goletta Verde non può che confermare le nostre preoccupazioni sulla situazione depurativa regionale, che ha ormai assunto la rilevanza di un'emergenza nazionale - ha detto il direttore di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna -. Due delle tre bandiere nere che abbiamo assegnato sono dirette a chi ha gestito in maniera a dir poco scandalosa gli impianti di depurazione di Siracusa e di Gela. A Siracusa, la bandiera nera va a SAI8 per il malfunzionamento dell'impianto di depurazione, che al momento è sotto sequestro. La bandiera nera alla Caltaqua per la gestione indegna del depuratore di Macchitella, che sversava sistematicamente, in orari notturni, circa 180 mila litri al giorno di reflui non adeguatamente depurati. La terza bandiera nera all'oleodotto Isab di Priolo che ha prodotto lo sversamento nel fiume di circa 400 mila litri di pericolosi idrocarburi: uno dei più rilevanti inquinamenti degli ultimi anni nel nostro Paese".




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