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venerdì, 21 luglio 2017

Donne in corteo a Palermo: "Stop ai femminicidi"

Cinquecento persone alla manifestazione promossa dal Coordinamento antiviolenza: "Troppi delitti, chiediamo alla Regione siciliana una legge che consideri l'aggravante nei reati di omicidio"

PALERMO - Circa cinquecento persone hanno partecipato a Palermo alla manifestazione per dire basta ai femminicidi, promossa dal 'Coordinamento antiviolenza 21 luglio', che raccoglie un cartello di associazioni che si occupano di donne, ma anche sindacati, partiti e movimenti per un totale di circa una cinquantina di organizzazioni. Anche il Consiglio comunale della città ha aderito all'iniziativa. In testa al corteo, partito da piazza Croci, uno striscione con la scritta "78 donne uccise in Italia nel 2012. Basta femminicidi".

"L'idea di lanciare questa manifestazione - dice Mila Spicola del Coordinamento antiviolenza 21 Luglio - è nata su facebook all'indomani dell'orrendo omicidio di Maria Anastasi, la donna al nono mesi di gravidanza uccisa a Trapani. Abbiamo deciso di lanciare il Coordinamento per mettere in rete le tante organizzazioni attive in città e che operano nel settore".

"Chiediamo  - aggiunge Alessandra Notabartolo, anche lei del Coordinamento antiviolenza - che la Regione siciliana si faccia promotrice di un proposta di legge che introduca il femminicidio come aggravante nei reati di omicidio, consumati all'interno di una relazione, ma anche un cambiamento culturale, a partire dal linguaggio utilizzato per definire questi omicidi, che troppo spesso media e opinione pubblica etichettano come passionali, ma che, invece, sono il frutto della violenza perpetuata nei confronti delle donne, insieme a un maggiore sostegno economico per la formazione e  i centri antiviolenza".

"Nei prossimi giorni - conclude  Spicola - incontreremo la commissione pari opportunità del Comune per chiedere al sindaco l'adozione di un regolamento con un linguaggio di genere e per portare all'attenzione dell'amministrazione alcune proposte, che abbiamo raccolto con chi opera nel settore".

"Troppe donne uccise, troppe vittime dei loro rapporti familiari per non identificare nel femminicidio un reato specifico - dice Alessandra Siragusa, parlamentare del Pd -. Occorre che al più presto in Parlamento venga approvata una norma per punire questo gravissimo e purtroppo diffusissimo reato, una norma severa che faccia da deterrente".




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