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mercoledì, 23 agosto 2017

Pubblicato: 17/07/2012

Al Sud è povera una famiglia su 4

Dati Istat 2011, in Sicilia la percentuale più alta: 27,3%. L'11% delle famiglie italiane è sotto la soglia minima (1.011 euro per un nucleo di due componenti). E gli indigenti lo sono diventati ancora di più

ROMA - Nel 2011 l'11% delle famiglie italiane è relativamente povero (per un totale di 8.173.000 persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro. Lo rende noto l'Istat, spiegando che la sostanziale stabilità della povertà relativa rispetto all'anno precedente deriva dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati.

In particolare è povero il 23,3% delle famiglie che risiedono nel Mezzogiorno, quasi una famiglia su quattro. Aumenta inoltre l'intensità della povertà relativa, dal 21,5% al 22,3% in un anno. I poveri, quindi, sono diventati ancora più poveri. La povertà relativa è più diffusa in Sicilia e Calabria: nell'Isola è povero il 27,3% delle famiglie, in Calabria lo è il 26,2%. La spesa media equivalente delle famiglie povere si attesta a 785,94 euro (contro gli 827,43 e 808,72 euro del Nord e del Centro).

L'incidenza della povertà relativa aumenta dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro e dall'8,3% al 9,6% per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia. Tra quest'ultime aumenta anche l'incidenza di povertà assoluta (dal 4,5% al 5,5%).

La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (dal 4,7% al 5,4%), soprattutto se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione (dall'8,5% al 16,5%). L'incidenza di povertà assoluta - prosegue l'Istat - cresce anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall'8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Peggiora la condizione delle famiglie con un figlio minore, sia in termini di povertà relativa (dall'11,6% al 13,5%), che di povertà assoluta (dal 3,9% al 5,7%).




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