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giovedì, 23 marzo 2017

Termini Imerese, richiamo cinese per Dr

I vertici della casa automobilistica Chery visiteranno l'11 luglio lo stabilimento siciliano ex Fiat per poi definire un eventuale accordo di partnership con il gruppo molisano di Di Risio

ROMA - I vertici della casa automobilistica cinese Chery visiteranno l'11 luglio lo stabilimento di Termini Imerese e incontreranno poi a Palermo il management di Dr Motor "per definire gli accordi di partnership relativi all'acquisizione dello stabilimento siciliano". Lo comunica Dr, spiegando che "sta continuando a lavorare alla ricapitalizzazione necessaria per poter attuare il proprio piano industriale" per l'insediamento nello stabilimento dove Fiat ha interrotto la produzione a fine 2011.

"Come già anticipato nelle scorse settimane - si legge nel comunicato - stando agli accordi presi lo scorso 4 giugno presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la Dr Motor Company sta continuando a lavorare alla ricapitalizzazione necessaria per poter attuare il proprio piano industriale".

È stata "infatti programmata per mercoledì 11 luglio la preannunciata visita presso lo stabilimento di Termini Imerese da parte del n.1 di Chery International, Zhou Bi Ren". Il general manager di Chery "incontrerà direttamente a Palermo il Presidente di Dr, Massimo Di Risio e tutto il top management dell'azienda, per definire gli accordi di partnership relativi all'acquisizione dello stabilimento siciliano".

Soddisfatto il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato: "L'imminente visita dei vertici della Chery è la conferma che gli stabilimenti siciliani, che si trovano al centro del Mediterraneo, possono avere una nuova missione produttiva, soprattutto per i produttori dell'estremo Oriente, che potrebbero utilizzarli come base per il mercato europeo dell'auto".

"Non possiamo che auspicare - prosegue il sindaco - che Chery manifesti il suo interesse e scenda direttamente in campo prima della riunione del 16 luglio prossimo al ministero dello sviluppo economico, e cioè che si impegni per questa proposta piuttosto che 'condividerla'". "Per quella data - conclude - contiamo di avere certezze sull'estensione della cassa integrazione per il 2013 e sulla mobilità per 640 operai; in questo modo potremmo valutare anche altre proposte oltre quella della casa automobilistica cinese".

Il segretario provinciale della Fiom di Palermo Roberto Mastrosimone non usa mezzi termini commentando la notizia: "Il vero problema per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese e dell'attuazione dell'accordo di programma quadro? Ha un nome e un cognome: Massimo Di Risio. La sua ostinazione a restare ancorato a questo progetto, nonostante i problemi finanziari della Dr, rischia di rappresentare un problema e un ostacolo per arrivare a soluzioni concrete, in tempi brevi, capaci di offrire garanzie per tutti gli operai della Fiat e dell'indotto.

"Se Chery, così come altre case automobilistiche, è interessata ad acquisire la fabbrica - prosegue il sindacalista - lo dica direttamente, senza l'ausilo di intermediari, nella riunione in programma al ministero dello Sviluppo con le parti sociali il 16 luglio a Roma, dove avremo certezze sulla questione dei 640 esodati e sulla cassa integrazione per il 2013".

Secondo il segretario provinciale della Uilm di Palermo, Vincenzo Comella "non sono nè i sindacati nè la Regione a dover valutare positivamente o meno il progetto della Dr Motor, ma il ministero dello sviluppo economico che gioca un ruolo fondamentale nel rilancio del polo industriale di Termini Imerese e per questo deve assumersi le proprie responsabilità". "Il ministero ha detto che Dr è fuori - prosegue - e che si farà carico di contattare 17 case automobilistiche, a questo punto attendiamo l'incontro di giorno 16 luglio".




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