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mercoledì, 22 novembre 2017

Pubblicato: 09/06/2012

Fava e Crocetta "quasi" amici

Entrambi hanno annunciato la candidatura alla presidenza della Regione siciliana. Il figlio del giornalista ucciso: "Non sarò sostenuto da alcun partito, nemmeno da Sel". L'ex sindaco punge: "Sembra un tardo-comunista. Io sono appoggiato dalla gente, in particolare su facebook"

PALERMO - Nello stesso giorno arriva la conferma: Rosario Crocetta e Claudio Fava si candideranno alla presidenza della Regione siciliana. "La prossima settimana ufficialmente presenterò la mia candidatura, che nasce dal basso, in particolare da facebook e dalla rete", dice l'ex sindaco di Gela, eurodeputato del Pd.

"Mi candido alla presidenza della Regione siciliana, senza la mediazione dei partiti. Non offro la mia candidatura, mi candido e basta. Ma non da uomo solo", annuncia Fava (Sel) in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana.

"Claudio Fava? E' un unto dal Signore", commenta Crocetta a margine della direzione regionale dei democratici a Palermo. Sono due i gruppi nati a sostegno dell'europarlmentare: "Crocetta presidente" e "Adesso sì". "In meno di una settimana - racconta l'ex sindaco di Gela - si sono registrate 7.500 persone".

Di Fava non condivide il metodo con cui ha annunciato la sua candidatura. "Quello dell'appello degli intellettuali è un metodo vecchio, lo usava il Pci e Fava sembra un tardo-comunista. Io sono il candidato della gente. So di urtare i giochi dei palazzi e delle lobbies, come quella che sostiene la candidatura del segretario dell'Udc Gianpiero D'Alia. Leggo il suo nome sulla stampa, lui non ha mai confermato né smentito, evidentemente ci sono gruppi di potere che lo sostengono".

Fava insiste: "Sono un dirigente di partito e ho contribuito a fondare Sel, ma questa candidatura prescinde anche da Sel. Anche se non vuole essere contro i partiti. Non è una sfida che ci siamo cercati, ma più che aspettare convenienze e opportunità serve l'azione dei gesti. Tocca a noi cambiare le cose in questa terra".

Il figlio del giornalista ucciso a Catania dalla mafia dunque non parteciperà a eventuali primarie. "Che non sono una liturgia o una ricetta ma una occasione. Si fanno tra partiti che condividono un progetto, difficile immaginarle con partiti che appoggiano Lombardo". E Sel? "Farà la sua scelta - continua Fava -, non c'è Nichi Vendola con me, presumo che avranno voglia di condividere la sfida con me. Inizia la Terza Repubblica e ci possono essere due strade: il populismo di piazza o la strada dell'orgoglio e della responsabilità".

Per Fava, che cita l'appello firmato da un gruppo di intellettuali ed esponenti della società civile (anche non siciliani) che gli hanno chiesto di candidarsi, "in Sicilia si gioca una partita più importante della scelta di un presidente".

Crocetta invece è pronto a misurarsi con le primarie, "ma credo che non si faranno, non ci sono i tempi per farle per la crisi alla Regione e per la lentezza dei partiti. Cercherò di operare un lavoro di ricucitura nel Pd, non faccio parte di correnti come indica chi mi attribuisce vicinanza al senatore Beppe Lumia, se gli sto a fianco è perchè mi ha salvato la vita quando la mafia voleva uccidermi per la mia attività amministrativa a Gela. Parlando con i singoli dirigenti democratici, credo di avere il partito dalla mia parte, almeno il 70%". Ma nel Pd anche il senatore Vladimiro Crisafulli ha offerto la propria candidatura. "E' tutto grasso che cola", ride Crocetta, alludendo alla mole fisica del suo collega di partito.




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