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domenica, 19 novembre 2017

Pubblicato: 23/05/2012

"Chi ha taciuto ora parli"

A Palermo il procuratore nazionale antimafia Grasso chiede collaborazione: "La speranza di conoscere la veritÓ non ci deve abbandonare". E in lacrime ricorda gli amici magistrati uccisi dalla mafia

PALERMO - A margine della cerimonia in ricordo del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia vent'anni fa, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso chiede collaborazione."Per fare piena luce sulle stragi del '92 serve la collaborazione di chi sa, di quelli che ancora non hanno detto tutto".

"Da sempre tendiamo alla verità e siamo riusciti a ribaltare situazioni che sembravano definite. La speranza non ci deve abbandonare ma ci vuole la collaborazione di qualcuno che potrebbe sapere delle cose importanti, di qualcuno che ancora non ha detto tutto. Mi riferisco a chiunque da qualunque parte provenga".

"Oggi, rispetto a venti anni fa, abbiamo maggiore consapevolezza di come si debba condurre la lotta alla criminalità organizzata, insieme ai ragazzi e alla società civile. Lo conferma anche la risposta che i giovani hanno dato a Brindisi, dove hanno riconquistato il proprio territorio e sono tornati a scuola, dimostrando che la scuola è viva e non la vogliono bloccata".

Poco dopo, commosso, ("la commozione non passa, neanche dopo 20 anni", dice), ha ricordato Giovanni Falcone intervenendo all'aula bunker dell'Ucciardone, alla presenza, tra gli altri, del premier Mario Monti e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Siamo qui - ha detto - per dare il giusto valore alla memoria e al patrimonio morale lasciato da Giovanni e da Paolo Borsellino".

Grasso ha ricordato la "tenacia proverbiale di Falcone e le sue strategie nella lotta contro la mafia, non sempre comprese dai suoi contemporanei. La memoria è ciò che consente di portare avanti le idee di Giovanni e di Paolo".




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