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mercoledý, 22 novembre 2017

Pubblicato: 19/01/2008

Catania, Sant'Agata in mostra

Oltre 250 opere d'arte sulla patrona, dai dipinti ai reperti archeologici, esposte dal 29 gennaio al 4 maggio in tre sedi e 15 chiese

CATANIA - Tre sedi espositive principali e quindici chiese inserite nel circuito con oltre 250 opere d'arte - dipinti, sculture, reperti archeologici, preziosi, stampe e documenti  - provenienti dall'Italia e dall'estero. Sono le cifre di 'Agata Santa: storia, arte e devozione' che Catania dedicherà dal 29 gennaio al 4 maggio alla sua Santa Patrona e Martire.

La giovinetta Agata - cui la città ai piedi dell'Etna dedica ogni anno tre giorni di celebrazioni: una festa considerata la terza per grandezza dell'intera Cristianità - è tra i martiri della Chiesa maggiormente venerati e fonte di ispirazione per molti maestri. Lo provano affreschi, mosaici, dipinti e pale d'altare in tutto il mondo.

Il risultato è una mostra - coordinata per l'Arcidiocesi da Gilberto Algranti, presidente di Teknè (Milano), e dal soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Catania, Gesualdo Campo, per la Regione Siciliana - con opere d'arte, molte inedite, comprese in un arco di tempo che va dalla metà dal terzo secolo d.C. fino alla prima metà del Novecento.

In mostra anche reperti archeologici della Catania romana teatro dei fatti con dipinti e sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria Borghese di Roma, dal Museo di San Marco di Firenze, dall'Art Gallery di York (Inghilterra) e dall' Heritage National Museum di Malta. Decine e decine, poi, i dipinti prestati dalle istituzioni ecclesiastiche di tutto il territorio nazionale.

Tra i dipinti ci saranno la magnifica pala dell'Oratorio del Rosario di Palermo del maestro fiammingo Anthony Van Dyck e persino il  Martirio di Sant'Agata di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant'Antonio a Padova. Ma anche opere del Bergognone (da Bergamo), di Bernardino Luini (da Roma), di Jacopo Ligozzi (da Piazza Armerina). Tra i reperti archeologici l'Iscrizione di Iulia Florentina, tra le più antiche testimonianze cristiane al mondo, trovata a Catania nel 1730 ma esposta nel museo parigino del Louvre, e l'Efebo di Selinunte.

Il catalogo, edito da Giunti Arte Mostre Musei, documenta i rapporti tra culto della santa e la sua iconografia attraverso le immagini e le schede di tutte le opere in mostra e con i numerosi contributi critici, tra cui quelli di Mauro Lucco, Paolo Militello, Concetta Molè, Umberto Utro, Maurizio Vitella e Gaetano Zito.





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