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domenica, 22 ottobre 2017

Lettera delle famiglie a Napolitano: "Salvi i nostri cari"


PALERMO - Un gruppo di donne, madri e figlie dei cassintegrati e degli esodati della Fiat che da ieri occupano l'Agenzia delle Entrate di Termini Imerese, hanno scritto una lettera al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, chiedendogli di intervenire direttamente per salvare 2.200 posti di lavoro.

"Questa realtà - scrivono nella lettera - la stiamo vivendo con rabbia e delusione, rabbia perchè ci siamo sentite prese in giro dalle istituzioni e delusi perchè abbiamo creduto in quelle stesse istituzioni che il primo dicembre 2011 hanno firmato l'accordo di programma, col nostro ministro dello Sviluppo Economico a fare da garante. Eravamo tranquille perchè il nostro governo era lì a tutelare i nostri diritti, il diritto al lavoro e alla dignità  della persona".

"Ora questi diritti sono stati lesi - proseguono - solo lei può intervenire. Signor presidente, noi confidiamo in lei perchè lei è  il nostro presidente e da padre di famiglia saprà  prendersi cura dei suoi figli. Anche noi, che siamo del Sud, siamo figli suoi e crediamo in un'Italia unita da Nord a Sud, un'Italia senza distinzioni: tutti hanno diritto ad avere una dignità e la dignità è avere un lavoro".

"Lei non sa, neppure può immaginare - proseguono le donne nella lettera - cosa significa non avere un futuro, una speranza. Questo è quello che abbiamo noi, niente, il buio ed è quello che possiamo trasmettere alle future generazioni. Ma a tutto questo noi non ci stiamo, abbiamo il nostro orgoglio, non vogliamo figli di una terra che deve essere solo sfruttata, non vogliamo sussidi, bonus o qualsiasi altra forma di sostentamento economico, vogliamo solo il lavoro".

La missiva prosegue: "Vogliamo lavorare per i nostri figli, perchè anche loro hanno diritto ad avere una istruzione, una cultura diversa che possa cambiare un giorno il volto a questa Sicilia. Vogliamo e lo desideriamo con tutto il cuore che questi benedetti cancelli della fabbrica si aprano al più presto per dare inizio a una nuova vita dove la nostra terra possa dare finalmente una classe dirigente politica alla quale sta a cuore la sorte della nostra Sicilia. Questo lo si può ottenere solo lavorando - concludono le donne degli operai Fiat - perchè con il lavoro noi possiamo ottenere dignità e promuovere una cultura diversa".




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