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giovedì, 27 aprile 2017

Pubblicato: 01/05/2012

"Festa del lavoro che non c'è"

Cgil: "Il Paese ha bisogno di riconquistare fiducia in un futuro migliore, partendo da chi ha perso l'occupazione". Cisl: "Non vogliamo vedere la nostra terra precipitare". Uil: "Fornero mantenga gli ammortizzatori sociali"
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CATANIA – La festa dei lavoratori e i sindacati, il significato di questo giorno nelle parole dei segretari regionali dei principali sindacati. “Festeggiare il 1° maggio per noi significa quest'anno dare forte il segno alle tante persone, lavoratori, disoccupati, anziani, che vivono una situazione di disagio che stiamo lavorando per loro. La nostra vuole essere anche una sollecitazione rivolta a tutti a non arrendersi, ma a continuare a lottare per i diritti e per il lavoro” commenta la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio.

“Apparentemente non c'è nulla da festeggiare, viste le condizioni di crisi in cui versa il paese - aggiunge Maggio - ma in realtà così non è: si festeggia la resistenza del sindacato dei lavoratori  contro ogni attacco ai diritti, contro i provvedimenti che penalizzano lavoratori e pensionati, si vuole sottolineare l'iniziativa che portiamo avanti per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nel nostro paese. Si festeggia  inoltre - rileva - la speranza  che il governo, ascoltando le sollecitazioni del sindacato, metta in campo provvedimenti equi che guardino allo sviluppo e alla crescita”.

Maggio aggiunge che “il paese ha bisogno di riconquistare fiducia in un futuro migliore, partendo da chi ha perso il lavoro, da chi non arriva a fine mese, da tutti coloro che non vedono buone prospettive. E anche domani - conclude - sarà un'occasione per la Cgil per sottolineare che stiamo lavorando per un futuro migliore”.

Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, parla di “lavoro, sviluppo, legalità contro la precarietà, contro tutte le mafie”. “C'è bisogno di una forte politica di sviluppo se non vogliamo vedere la nostra terra precipitare verso un futuro ancora più difficile e precario; c'è bisogno di legalità; c'è bisogno di lavoro”.

“I disoccupati in Sicilia sono ufficialmente 250 mila. Ma secondo l'ultimo rapporto Svimez toccano quota 600 mila. Ciò significa che solo 1 su 4 dei siciliani in età da lavoro ha un'occupazione. La situazione nell'Isola è drammatica e, quest'anno, per la Festa del Lavoro ci sarà sicuramente poco da festeggiare” afferma il segretario generale della Uil Claudio Barone che commenta gli ultimi dati dell'Inps. “Per il Primo Maggio diciamo basta - aggiunge - alle politiche che distruggono posti di lavoro. E lanciamo anche un appello a tutti coloro che vogliono cambiare e fare fronte comune per valorizzare le risorse di questa regione su un vero progetto di sviluppo”.

“La cassa integrazione in Sicilia - ricorda - è schizzata - dal 2010 al 2011 - da 22 a 26 milioni di ore e quest'anno continua a crescere con già nove milioni e mezzo solo nel primo trimestre. Le aziende in sofferenza, infatti, sono sempre di più. In queste condizioni la ricetta del ministro Fornero avrebbe effetti devastanti”. Per Barone: “Tagliando risorse agli ammortizzatori sociali i lavoratori, infatti, anzichè andare in cassa integrazione saranno licenziati e le aziende, già in sofferenza, saranno obbligate a ridimensionarsi o a chiudere. L'offerta di occupazione quindi diminuirà e aumenterà l'esercito dei disperati. Altre sono le scelte per fare ripartire la crescita”.




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