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giovedì, 29 settembre 2016

Ministro Clini: "Stato d'emergenza per scongiurare il disastro ambientale"


ROMA - Stato di emergenza per il disastro della Costa Concordia. Il decreto sarà approvato nel prossimo Consiglio dei ministri, forse anche prima. C'è urgenza, molta urgenza. L'annuncio del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, oggi al termine di un vertice a Livorno, è il segno della preoccupazione che si nutre per quel gigante appoggiato sul fondale dell'isola del Giglio con 2.400 tonnellate di carburante nella pancia. Lo spettro si chiama 'disastro ambientalè. Il ministro non lo nasconde. “Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo - dice-. L'obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo fretta”. 

La dichiarazione di stato di emergenza “comporta - precisa il ministro - che tutte le operazioni che riguardano l'incidente sono di interesse nazionale e hanno la partecipazione delle istituzioni nazionali, del Governo congiuntamente con la Regione”. “Bisogna intervenire subito per scongiurare un disastro ambientale - ha spiegato il ministro - e noi stiamo vigilando con attenzione su tutte le operazioni programmate e avviate dalla società specializzata reclutata dalla compagnia su diffida della Capitaneria di porto”.

Il ministro ha sottolineato la necessità di fare presto perchè “la situazione ci concede tempi stretti. La cosa più urgente è svuotare i serbatoi dalle 2400 tonnellate di carburante che mettono a rischio un'area molto vulnerabile e preziosa”. I pericoli legati allo svuotamento delle cisterne della nave Costa “sono concreti perchè 2.400 tonnellate di carburante non sono facili da gestire. Stiamo con il fiato sospeso”.

Le chiazze di liquido che sono state individuate stamane attorno alla nave sono un campanello di allarme. “Abbiamo appreso che cominciano ad esserci dei trafilamenti di materiale liquido, non sappiamo se questi fanno riferimento a carburante ha detto Clini -, il che vorrebbe dire che c'è un problema sui serbatoi, oppure ad altri liquidi che sono presenti nella nave. I rilievi in corso consentiranno di comprendere la natura di queste perdite. Nel frattempo è già stata avviata la protezione dello scafo con delle panne che consentano di circoscrivere queste perdite. Le attività proseguono all'isola del Giglio e sono finalizzate non solo a monitorare ma anche a prendere le decisioni necessarie ad evitare rischi per ambiente e coste”. Il ministro ha fretta e puntualizza che il sequestro della Costa Concordia da parte della magistratura “non libera l'armatore dall'obbligo di presentare e adottare le misure necessarie per rimuovere i fattori di rischio”.

Il piano dell'armatore per la messa in sicurezza e lo svuotamento dei serbatoi è atteso nelle prossime ore. Clini ha affrontato anche il tema, fortemente dibattuto, del transito di grandi navi in prossimità della costa e di aree particolarmente sensibili. Mentre annuncia che si stanno valutando “le procedure possibili, a legislazione esistente, per regolamentare il traffico marittimo di fronte alle coste della Toscana, il ministro non usa mezzi termini per stigmatizzare la pratica di certe rotte turistiche ad effetto. Far passare le navi da crociera lontano da zone di particolare pregio ambientale “è una norma di buonsenso”. “Il buonsenso suggerisce che -  ha osservato Clini -, se il valore principale da tutelare è quello del nostro patrimonio naturale e paesaggistico, risorsa fondamentale per il nostro turismo, dobbiamo evitare che venga messo a rischio”.




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