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giovedì, 30 giugno 2016

Gli ambientalisti scrivono al premier
"Il progetto del ponte va fermato"

Lettera a Monti e dossier di 245 pagine in Senato: così cinque associazioni chiedono al governo di bloccare l'iter per l'opera sullo Stretto. L'Idv: "Sarebbe l'ottava meraviglia degli sprechi"

ROMA - "Il governo eviti il punto di non ritorno dell'avvio dei cantieri e rigetti il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina". Sono le associazioni ambientaliste (Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Associazione mediterranea per la natura) a premere affinché si fermi l'iter che porterebbe, in seguito, alla costruzione del ponte, evitando di dover pagare 56 milioni per il progetto esecutivo e 425 milioni per "l'avvio anche di un solo cantiere".

Gli ambientalisti - che oggi al Senato hanno presentato un dossier di 245 pagine con osservazioni e contestazione del progetto - scrivono una lettera indirizzata al premier Mario Monti affinché rigetti il piano. Nello specifico chiedono a Monti, in qualità di coordinatore del Cipe, che si consideri "il progetto definitivo del ponte, a proprio insindacabile giudizio, non meritevole di approvazione, senza che il contraente generale possa avanzare richieste per il riconoscimento di maggiori compensi e che la Stretto di Messina spa receda dal contratto pagando solo le spese sino a quel momento sostenute dal general contractor".

Il progetto, redatto dalla Stretto di Messina spa (concessionaria interamente pubblica) e da Eurolink (General contractor), costa 66 milioni di euro di fondi pubblici per elaborati che - affermano le associazioni - "risultano estremamente carenti sia dal punto di vista tecnico che dell'impatto ambientale ed idrogeologico". Un progetto, concludono, che "non può essere ritenuto definitivo".

Al fianco delle associazioni ambientaliste si è schierata l'Italia dei valori: "Come non essere completamente d'accordo con loro: il ponte sullo Stretto è l'ottava meraviglia del mondo degli sprechi, sulla cui inutilità l'Italia dei Valori non ha alcun dubbio. In tempi di crisi, buttare a mare 66 milioni di euro di fondi pubblici per un'opera che non sarà mai realizzata è sbagliato", dice il senatore Gianpiero De Toni, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Trasporti del Senato.

"Occorre fermare definitivamente il Progetto - prosegue il senatore - finché si è in tempo e comunque prima che il Cipe approvi il progetto definitivo. Al contempo, occorre assicurare che in Calabria e in Sicilia siano effettuati quegli interventi strutturali sulla viabilità e sulla navigazione necessari allo sviluppo delle Regioni e delle loro attività economiche, in linea con i progetti dei corridoi europei definitivi nell'ambito dell'Unione".




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