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venerdý, 20 ottobre 2017

Leonforte: resort di lusso con soldi pubblici
sequestrata Villa Gussio, sette indagati

Sigilli all'hotel ricavato all'interno della dimora gentilizia del '700, requisiti beni per oltre due milioni di euro. Imprenditori e professionisti accusati di truffa allo Stato

ENNA - Il complesso turistico alberghiero "Villa Gussio-Nicoletti", un resort hotel a 4 stelle realizzato vicino Leonforte (Enna) in seno ad una dimora gentilizia del XVII-XVIII secolo, è stato sequestrato da militari della Guardia di finanza di Enna nell'ambito di una indagine su una una truffa aggravata volta al conseguimento illecito di finanziamenti alle imprese. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 2,2 milioni di euro. Sette le persone indagate, tra amministratori e soci di Villa Gussio e imprenditori e professionisti, accusati, a vario titolo, dei reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e false comunicazioni sociali.

Secondo quanto accertato dalle indagini, avviate nel 2008 e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nicosia, la società proprietaria sarebbe riuscita ad ottenere dal Ministero delle Attività Produttive un contributo pari a 3,4 milioni di euro, di cui più di 2,2 milioni già erogati, per il risanamento conservativo dell'antica villa patrizia, per la sua riconversione a fini turistici e per la realizzazione di un nuovo complesso alberghiero con annesse 23 camere, una sala congressi, due piscine ed un centro benessere.

Le Fiamme Gialle hanno individuato un centinaio di fatture per operazioni inesistenti tra imprese e professionisti riconducibili anche allo stesso Resort e scoperto movimentazioni bancarie fittizie che avrebbero avuto lo scopo di dimostrare agli enti erogatori la sussistenza di elevati costi di realizzazione delle opere che giustificavano gli investimenti previsti. L'attività di indagine ha richiesto l'effettuazione di cinque verifiche tributarie nei confronti di altrettante imprese che si sono concluse con il recupero di redditi evasi pari a 10 milioni di euro e di IVA dovuta e non versata per oltre 3 milioni di euro.




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