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venerdì, 23 giugno 2017

Fazio: "Condizioni sanitarie drammatiche, ma non c'è rischio epidemie". In arrivo una task force


ROMA - Sono quasi seimila i migranti attualmente presenti sull'isola di Lampedusa, alloggiati in condizioni precarie. Una situazione esplosiva, che per ora ha causato "un problema igienico-sanitario importante" e per cui è stata ventilata anche l'ipotesi della quarantena nel caso di epidemie. Un rischio che però al momento non c'è, secondo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha deciso di inviare nell'isola una task force di ispettori per valutare la situazione e gli interventi da mettere in atto.

La squadra, partita questo pomeriggio, è composta da tre membri dell'Organizzazione mondiale della sanità, di cui un tecnico ambientale e uno per l'igiene dell'acqua, altri tre del ministero della Salute e un ispettore dell'Istituto nazionale per la salute delle popolazioni migranti (Inmp). Al loro arrivo incontreranno l'assessore siciliano alla Salute, Massimo Russo, e con lui si recheranno in serata a Lampedusa.

Nonostante le precarie condizioni igieniche al momento non ci sono rischi di epidemie, come confermano ministero e Oms. "Non riteniamo che vi sia un rischio di epidemie, ma un problema igienico-sanitario importante, che potrebbe in futuro continuare - spiega Fazio - Non si tratta di emergenza ma le condizioni igienico sanitarie sono drammatiche: ho parlato a lungo con l'assessore Russo, che sta mandando due ispettori della regione e dell'Asl".

Ma se gli ispettori della Sicilia dovessero accertare la presenza di patologie infettive tali da determinare un'epidemia, Lampedusa potrebbe essere messa in quarantena. A ipotizzarlo è stato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, al consiglio comunale dell'isola. Una prospettiva che ha suscitato subito le proteste degli abitanti: "Non vogliamo entrare in quarantena", "noi siamo il popolo di Lampedusa, lo sappiano i leghisti che ci costringono a vivere in questa situazione", hanno urlato.

Tuttavia sul fronte sanitario non "vi sono al momento rischi specifici di epidemie, nè sono state segnalate particolari infezioni", conferma Santino Severoni, uno degli ispettori dell'Oms. "Sarà una missione di ricognizione - precisa - da cui torneremo con consigli di attuazione pratica. I nostri interventi come Oms saranno concentrati sulla sorveglianza delle malattie infettive e la sicurezza dell'acqua". Circa la salute dei migranti a Lampedusa finora sono stati registrati "problemi legati a patologie croniche - aggiunge - ma non allarmi per malattie infettive nè sull'isola, nè in Nord Africa. Le richieste di intervento in loco le abbiamo per i traumi e l'interruzione di trattamento delle malattie croniche. A livello epidemiologico la situazione nordafricana non è comunque tra le più preoccupanti".




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