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mercoledý, 23 agosto 2017

Mineo, la protesta dei sindaci. Lombardo: "Bluff del governo"

Primi cittadini e amministratori del calatino hanno tentato di impedire l'ingresso al Villaggio della solidarietÓ ai primi quattro pullman che trasportavano i migranti sbarcati dalla San Marco. Castania: "Il patto per la sicurezza a questo punto Ŕ carta straccia. Domenica saremo migliaia". Pignataro: "DiventerÓ un lager"
Mineo

MINEO (CATANIA) - Dieci tra sindaci e amministratori di altrettanti centri del Calatino, in provincia di Catania, hanno protestato davanti al "villaggio di solidarietà" contro il trasferimento nella struttura dei 498 immigrati provenienti da Lampedusa. Presenti tra gli altri i sindaci di Scordia, Raddusa, Ramacca, Caltagirone, Licodia, Castel di Iudica, Grammichele.

Gli immigrati sbarcati stamane dalla San Marco sono giunti poco prima delle 13, su
quattro pullman, scortati dalle forze dell'ordine. Al loro arrivo, sindaci e amministratori della zona hanno tentato, creando un cordone davanti alla struttura di non fare entrare gli autobus, ma dopo qualche minuto di tensione le forze dell'ordine hanno fatto entrare i mezzi. Poco dopo le 13 nella struttura hanno fatto ingresso altri quattro pullman di immigrati, che sono entrati senza alcun problema scortati dalle Forze dell'ordine. Altri cinque pullman hanno varcato i cancelli della struttura intorno alle 14.

"Questa - ha detto il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro - è una grande farsa che noi respingiamo al mittente. Questa non è una riserva indiana, presto diventerà un lager. Nella riserva indiana c'era un equilibrio ecosistemico ma qui queste persone non sanno come trascorrere la giornata. Il ministro Maroni continua a sostenere che questa è una iniziativa sperimentale che l'Europa ci dovrà copiare ma io credo che l'Europa abbia poco da copiare: non bisogna essere esperti per immaginare che qui 2000-3000 persone non faranno altro che amplificare le loro difficoltà e le loro contraddizioni". 

"Il patto per la sicurezza a questo punto è carta straccia. Ci sentiamo ingannati - dice il sindaco di Mineo, Giuseppe Castania - e non abbiamo nessuna intenzione di firmare alcun protocollo se prima oggi il prefetto Caruso (commissario per l'emergenza immigrazione, ndr) non viene qui ad informare i sindaci su quello che vuole fare a proposito di questo non progetto". Secondo Castania gli immigrati sbarcati oggi dalla San Marco "sono clandestini".

"Dalle informazioni che abbiamo - dice  - sappiamo che ci sono pochissime donne, pochissimi bambini e poi ci sono circa 600 clandestini, perchè in questo momento a Lampedusa non c'è nè il tempo, nè la serenità, nè il modo per avviare le procedure per la richiesta d'asilo. E a meno che non l'abbiano fatto stanotte durante la traversata, questi sono tutti clandestini". 

"Questa è la dimostrazione - ha proseguito il sindaco di Mineo - di come questo progetto sia iniziato male e stia procedendo peggio. Questo è un non progetto; era follia mettere 2.000 persone tutti insieme qui, ma la doppia follia è pensare ora di mettere insieme migliaia di richiedenti asilo e migliaia di clandestini". "E' una presa in giro, un inganno da parte di chi sta decidendo sulla nostra testa. Fino ad oggi i sindaci hanno avuto un atteggiamento di responsabilità, civiltà e democrazia, ora basta. Siamo qui a protestare, ma nei prossimi giorni verremo con le nostre popolazioni perchè non possiamo assolutamente condividere questa doppia follia che si sta consumando ai danni del nostro territorio".

"Quello che continuiamo a dire al governo in questo momento è: fermatevi e tornate a discutere con il territorio, con i sindaci, come in concreto si possa fare un progetto davvero sostenibile", ribadisce Castania, che ha annunciato per domenica, alle 10, davanti al Centro della solidarietà, un manifestazione di protesta, "in cui verranno tutte le nostre comunità". "Non può essere Mineo o Lampedusa - ha aggiunto Castania - l'unica risposta alla questione-immigrati. Speriamo che alla manifestazione vengano migliaia di persone".

Anche il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, analizza in toni critici la situazione a Mineo: "Il governo della Regione siciliana è al fianco dei sindaci del calatino che stanno protestando a Mineo. A conti fatti, con l'ingresso dei primi migranti trasportati da Lampedusa con la nave San Marco, ormai si può parlare di un vero e proprio bluff da parte del governo nazionale".

"Il Villaggio degli Aranci - aggiunge - doveva essere destinato ad ospitare i richiedenti asilo presenti su tutto il territorio nazionale: nutrivamo già delle forti perplessità su questa scelta. Ma aprire le porte di Mineo ai profughi sbarcati a Lampedusa, di cui non si sa nulla e di cui in molti casi non si conosce neanche la vera identità è inaccettabile". "Trasferire i migranti dalla Sicilia alla Sicilia - conclude - significa continuare a scaricare sempre e soltanto sulla Sicilia - a Lampedusa, a Mineo e a Birgi, tanto per fare gli esempi più macroscopici - i costi sociali ed economici di questo tsunami migratorio".

"Quello che temevo si sta verificando - continua Lombardo -. C'è stata grande superficialità a dire di sì senza le necessarie garanzie per quello che poteva accadere. Lì si stanno ammassando persone, si sta creando una sorta di grande lager". "Sinora - osserva il governatore - erano ospitati in dieci centri diversi dove stavano raggruppati per provenienza, nazionalità, fede religiosa, cultura e appartenenza politica. I primi 60 pare siano arrivati il primo giorno e si trattava di afghani e pakistani, cioè oppositori del governo dell'Afghanistan. E, ad esempio, gli oppositori di quel governo sono i talebani. Questi magari non lo saranno, ma di certo la situazione è complicata".

"Il problema più grave - conclude - è però un altro: queste persone sono libere di uscire e infatti decine di loro si aggirano per le campagne. Visto che il 75% di queste persone ottiene l'asilo, l'obiettivo sarebbe l'integrazione. Nella buona sostanza il governo a questa gente ha dato la prospettiva di trovarsi un lavoro. Ma dove? In una delle aree più depresse si vanno a piazzare 2.000 persone che alla fine cercheranno un lavoro. E già lo cercano aggirandosi per le campagne. Alcuni di loro non sono tornati alla base già dalla prima sera. Li hanno portati via forse dalla Lombardia o dal Veneto dove avrebbero avuto la possibilità di integrarsi. Lasciamo il Villaggio degli Aranci com'era e liberiamo da questo ennesimo problema i nostri cittadini e i nostri amministratori".




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