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lunedý, 23 ottobre 2017

"Combattete la mafia come faceva Falcone"

Oltre 1.200 studenti a bordo della Nave della legalitÓ sbarcata a Palermo per commemorare il 16░ anniversario della strage di Capaci. La sorella del magistrato: "I giovani italiani hanno valori forti". Il ministro Alfano: "Nel '92 mi sono vergognato di essere siciliano". Grasso: "Rabbia e disperazione, ma anche speranza"

PALERMO - "Vedervi qui, in tanti, è una grande gioia e dimostra che, contrariamente a quanto si ritiene, i giovani italiani hanno valori forti". Così Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci e presidente della Fondazione a lui intitolata, ha salutato gli oltre 1.200 ragazzi giunti a Palermo con la Nave della legalità per ricordare il 16° anniversario della strage.

Sul palco, insieme a Maria Falcone, il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e il procuratore della Dna Piero Grasso. "I tanti giovani che sono qui - ha detto il ministro, che ha accolto la nave sulla banchina del porto - danno senso alla morte di due eroi nazionali che non dimenticheremo mai. Questa è una giornata di grande valore che acquista un senso importantissimo perché i tanti giovani giunti a Palermo sono qui non solo per commemorare Falcone e Borselli, ma per raccogliere il loro testimone nella lotta alla mafia".

I ragazzi sono stati salutati anche dal sindaco Diego Cammarata: "Forza Palermo, Forza Sicilia: dobbiamo essere tutti uniti contro la mafia", ha detto.

Il procuratore Grasso, giunto a Palermo in nave con i ragazzi, ha ringraziato gli studenti con i quali, durante il viaggio, ha parlato e dibattuto sui temi della lotta alla mafia. "Dobbiamo essere noi a preparare il terreno ai giovani che saranno la classe dirigente del domani, noi col nostro esempio di impegno e legalità e dobbiamo tenere ancorati i ragazzi alla nostra terra".

"Rivivere giorni come questi significa tornare a provare rabbia e disperazione, ma anche ricordare un amico con la speranza che oggi ha rischiararci sia una luce diversa", ha poi detto Grasso arrivando all'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dove la Fondazione Falcone ha organizzato un incontro con gli studenti di tutto il Paese.

I ragazzi nell'aula hanno intonato la colonna sonora del film "La vita è bella". Tra le autorità presenti anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Andiamo avanti nella lotta alla mafia. I primi passi sono già stati fatti in Consiglio dei ministri e altri ne faremo ancora per combattere i boss".

Alfano ha ricordato che "il 23 maggio del '92 ero a Milano e quando seppi della strage di Capaci provai sulla mia pelle l'imbarazzo e la vergogna di essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano". Il guardasigilli ha incontrato prima in maniera informale alcuni magistrati siciliani che gli hanno manifestato i problemi e i disagi che si vivono nelle procure siciliane.

"Palermo 23 maggio 2008: dal maxiprocesso a oggi" è il titolo del primo dibattito a cui parteciperanno giudici e studenti. Al termine verrà presentato il progetto di digitalizzazione degli atti del processo.

Prima di dare il via al dibattito Maria Falcone ha letto un messaggio di saluto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

E un altro ministro, quello dell'Interno Roberto Maroni, appena giunto a Capaci ha deposto una corona di fiori davanti alla stele dell'autostrada che ricorda la strage e ha osservato un minuto di raccoglimento mentre una tromba intonava il silenzio. Maroni era accompagnato dal capo della polizia Antonio Manganelli.




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