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lunedý, 24 luglio 2017

Pubblicato: 27/02/2011

Bufera sull'Etna, salvati in 4

Raggiunti a fatica dai soccorritori i giovani escursionisti catanesi che si erano avventurati sul versante sud-est del vulcano nonostante il maltempo. Uno di loro Ŕ ricoverato in ospedale per ipotermia

NICOLOSI (CATANIA) - Si è conclusa in nottata la disavventura di quattro trentenni catanesi che, nonostante le terribili condizioni meteo e una nevicata in corso, ieri sera si erano recati sull'Etna nel rifugio San Giovanni Gualberto, in territorio di Ragalna, sul versante sud-est del vulcano.

A causa del freddo uno di loro ha cominciato ad accusare segni di ipotermia, tanto da rendere necessario l'intervento del soccorso alpino, chiamato dagli stessi giovani con una telefonata. Le squadre dell'Etna hanno faticato non poco, anche a causa di una bufera di neve e della nebbia, per raggiungere gli escursionisti.

I quattro sono stati soccorsi intorno all'una dagli uomini del corpo nazionale del soccorso alpino e dai militari della stazione soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi. La persona che aveva segni di assideramento è stata ricoverata in ospedale con un'ambulanza 118.

I quattro escursionisti catanesi nonostante le avverse condizioni meteo e le nevicate sabato sera si erano recati nella zona demaniale Bosco della Milia per raggiungere il rifugio Galvarina, dove contavano di trascorrere la notte. Uno di loro, spossato dal freddo e dalla stanchezza, non ce l'ha fatta a proseguire e i suoi compagni hanno allertato il Soccorso alpino.
Intorno all'1 del mattino i quattro uomini (C.M., 30 anni, di Misterbianco, C.A., 28 anni, di Gravina di Catania, B.R., 35 anni, di Misterbianco, e A.M., 29 anni, di Misterbiano, quest'ultimo in stato di ipotermia)  sono stati raggiunti dai tecnici della Stazione Cnsas di Nicolosi, dagli uomini del distaccamento forestale di Nicolosi e della stazione Soccorso alpino Guardia di finanza.

I quattro sono stati portati al rifugio Ariel, quindi trasferiti in ospedale con l'ambulanza del 118. Il coordinamento dei soccorsi è stato affidato al dottor Franz Zipper, delegato del Soccorso alpino dell'Etna, in raccordo con la Prefettura di Catania.

"Purtroppo ancora una volta gli appelli alla prudenza ed al buonsenso, come testimoniano gli interventi effettuati, restano inascoltati e nel mondo di internet e facebook si ignora che in montagna si può morire per incoscienza in maniera non virtuale", dice Giorgio Bisagna, presidente del Servizio regionale Sicilia del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.




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